English Version
Innocenzo Ansaldi, Luigi Crespi
Descrizione delle sculture, pitture et architetture
della città, e sobborghi
di Pescia nella Toscana
a cura di Emanuele Pellegrini
Pisa, Edizioni ETS, 2001
Recensione di Giovanni Mazzaferro
[1] Testo della quarta di copertina:
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| Pescia, La Porta Fiorentina in un'immagine del 1901 (vedi p. 151) Fonte: http://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846738080#tab2 |
[1] Testo della quarta di copertina:
“Nel 1769 il pesciatino Innocenzo Ansaldi inviò al canonico bolognese Luigi Crespi una Descrizione delle pitture, sculture et architetture della città, e sobborghi di Pescia nella Toscana, il quale la pubblicò tre anni più tardi, nel 1772. Insoddisfatto del risultato, l’Ansaldi continuò a raccogliere appunti e notizie sulle testimonianze figurative della sua patria. Con la presente operazione editoriale, si offre la possibilità di collazionare varie edizioni della Descrizione di Pescia – manoscritte o a stampa, elaborate tra il 1770 ed il 1816 – ad un testo dell’edizione del 1772, conservato nella University of Chicago Library, arricchito da note manoscritte autografe dell’Ansaldi. Con la Descrizione alla mano, è stato immaginariamente percorso il tragitto che circa duecento anni fa Innocenzo Ansaldi aveva compiuto attraverso la città di Pescia e le comunità della sua diocesi, per verificare i cambiamenti occorsi in oltre due secoli di storia: sono stati registrati i mutamenti, verificate le attribuzioni delle opere d’arte, cercando di fare tesoro delle acquisizioni storiche più o meno recenti. Tutte, o almeno molte di esse, debitrici alla prima descrizione “artistica” del territorio, opera dell’Ansaldi.”
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| Pescia, La facciata del Duomo in un'immagine di primo Novecento (vedi p. 154) Fonte: http://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846738080#tab2 |
[2] L’opera inaugura la collana Toscana descritta, a cura di Roberto Paolo Ciardi. Comincia probabilmente con questo lavoro la riscoperta di Innocenzo Ansaldi, poi proseguita con altre pubblicazioni, a cominciare da Pistoia inedita. La descrizione di Pistoia nei manoscritti di Bernardino Vitoni e Innocenzo Ansaldi, a cura di Lisa di Zanni ed Emanuele Pellegrini, per proseguire con La Guida di Urbino di Innocenzo Ansaldi e altri inediti di periegetica marchigiana, a cura di Giovanna Perini e Giuseppe Cucco. Si veda anche Emanuele Pellegrini, Settecento di carta. L’epistolario di Innocenzo Ansaldi. Ad oggi, il saggio più rappresentativo sulla figura dell’erudito, artista e letterato pesciatino ci pare comunque Innocenzo Ansaldi e la Guida inedita di Urbino, proposto da Giovanna Perini nella Guida di Urbino di Innocenzo Ansaldi e altri inediti di periegetica marchigiana (in particolare, per gli scritti di letteratura artistica si vedano in quella sede le pp. 38-53).
| Pescia, Interno della Chiesa di San Francesco Fonte: Wikimedia Commons |
[3] La Descrizione delle sculture, pitture et architetture della città, e sobborghi di Pescia nella Toscana fu pubblicata da Luigi Crespi nel 1772 a Bologna, presso la stamperia di S. Tommaso d’Aquino. Si trattò di una decisione in qualche modo proditoria. È bene riassumere brevemente i termini della questione, rimandando naturalmente a Genesi di una Descrizione (pp. 9-28) in cui Emanuele Pellegrini precisa in maniera assai puntuale quanto si verificò. Su indicazione di Carlo Giuseppe Ratti, erudito genovese che da lì a qualche anno avrebbe pubblicato un importante resoconto sul patrimonio artistico ligure, il nome di Innocenzo Ansaldi era stato proposto al poligrafo Luigi Crespi, il quale all’epoca coltivava l’intenzione di raccogliere una serie di scritti in forma epistolare che potessero controbattere a molti sprezzanti giudizi espressi da Charles Nicholas Cochin nel suo Voyage d’Italie (1756). Ansaldi già all’epoca coltivava interessi personali legati alla letteratura periegetica, che si traducevano nella redazione di quaderni di appunti artistici relativi a viaggi personalmente compiuti o nell’acquisto di manoscritti altrui del medesimo tenore. Crespi non esitò a scrivere all’Ansaldi, nel 1768, chiedendogli appunto di lavorare ad una rassegna artistica di Pescia e di Pistoia redatta in forma epistolare, e l’Ansaldi, il 9 aprile dell’anno successivo gli inviò, insieme ad altro materiale, la Descrizione delle sculture, pitture et architetture di Pescia e sobborghi. Ansaldi, uomo modesto e probabilmente perennemente insoddisfatto del suo lavoro, lasciava ampiamente intendere, nella lettera accompagnatoria, che si trattava di manoscritto largamente incompleto, certamente non pronto per passare alla stampa. Crespi era uomo dai comportamenti certo non ortodossi (un anno dopo avrebbe pubblicato il settimo volume della Raccolta di lettere sulla Pittura, Scultura ed Architettura scritte da più celebri personaggi dei secc. XV, XVI e XVII di Giovanni Gaetano Bottari, all’insaputa di quest’ultimo) e, non dandosene per inteso, provvide a pubblicare l’opera nel 1772. Sul frontespizio non compariva il nome dell’erudito pesciatino, anche se nelle pagine iniziali (in quello che, tecnicamente, si chiama paratesto) l’attribuzione dell’opera ad Innocenzo Ansaldi era ampiamente riconosciuta.
[4] Facile immaginare che Ansaldi non rimanesse particolarmente soddisfatto del comportamento del Crespi. Emanuele Pellegrini suggerisce – ci pare a ragione – che, più che la scorrettezza dei comportamenti, a bruciare fosse lo stato di inadeguatezza del manoscritto, che Ansaldi percepiva in tutta la sua evidenza. È certo che Ansaldi cominciò quasi subito a lavorare ad una serie di correzioni manoscritte che evidentemente andarono sedimentandosi con gli anni e che si fecero particolarmente numerose dopo il 1784, quando il governo lorenese provvide alla soppressione di molti enti ecclesiastici, dando il via ad una serie di spostamenti di opere d’arte (specialmente di quadri) che rendevano obsoleta la pubblicazione del 1772. Le postille e le aggiunte di Innocenzo non portarono ad una nuova edizione fino al 1816, anno della morte dello stesso. In quella data Antonio Ansaldi (che di Innocenzo era nipote) pubblicò infatti a Pescia una seconda edizione, “emendata ed accresciuta”, della Descrizione della città e dei luoghi circonvicini.
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| Bonaventura Berlinghieri, San Francesco e storie della sua vita (1238), Chiesa di San Francesco. Vedi p. 171 Fonte: Wikimedia Commons |
| Pescia, Chiesa di San Francesco, Cappella dell'Immacolata Concezione. Vedi p. 174 Fonte: Wikimedia Commons |
[5] L’edizione critica della Descrizione proposta da Emanuele Pellegrini si rivela di particolare interesse, dal momento che essa non è condotta semplicemente su un esemplare della prima o della seconda edizione, ma su una versione che potremmo definire intermedia e che comunque testimonia del metodo di lavoro di Innocenzo Ansaldi. “In questa sede viene pubblicata una copia della Descrizione..., edita a Bologna nel 1772, che Innocenzo Ansaldi corresse manu propria (cancellature, chiose, rimandi) ed arricchì con una sorta di appendice titolata Aggiunte e correzioni, nella quale appuntò tutte le notizie utili a migliorarne l’edizione. Tutto questo apparato di interventi sulla pubblicazione a stampa del 1772 è allo stato manoscritto (autografo dell’Ansaldi). Questi, in sostanza, prese una copia dell’edizione bolognese e la corresse direttamente sul volume stampato.... L’ultima pagina delle Aggiunte e correzioni non è di mano di Innocenzo Ansaldi, bensì di suo nipote Antonio, curatore dell’edizione postuma della Descrizione di Pescia (1816)... La copia originale di questo interessante ibrido tra pubblicazione e manoscritto è conservato nella Berlin Collection della University of Chicago Library” (pp. 22-23). Viene dunque fornita la riproduzione anastatica di tale volume, seguita da quella fotografica del manoscritto con Aggiunte e correzioni. Non è dato sapere con esattezza a che anno risalgano le note manoscritte, ma sicuramente siamo in epoca successiva al 1784, ovvero alle soppressioni lorenesi di cui sopra si parlava, poiché di esse viene dato conto.
[6] A maggior merito del curatore va ricordato che la sua edizione critica è sì condotta sull’esemplare di Chicago, a cui sono tuttavia collazionate altre quattro versioni dell’opera, edite o manoscritte. Le si ricorda brevemente rimandando alle pagine 29-46 del volume:
| Pescia, Facciata della Chiesa dei Santi Stefano e Niccolao. Vedi p. 178 Fonte: Wikimedia Commons |
[6] A maggior merito del curatore va ricordato che la sua edizione critica è sì condotta sull’esemplare di Chicago, a cui sono tuttavia collazionate altre quattro versioni dell’opera, edite o manoscritte. Le si ricorda brevemente rimandando alle pagine 29-46 del volume:
- ms. 3233 della Biblioteca Statale di Lucca, titolato Catalogo delle migliori pitture esposte al pubblico nella città di Pescia (autografo di Ansaldi). Pellegrini suggerisce che si tratti di esemplare inviato al conte lucchese Francesco Tommaso Bernardi in sostanziale coincidenza cronologica con l’invio del manoscritto del 1769 al Crespi;
- ms 1-A-39 (Biblioteca Comunale di Pescia), con titolo Descrizione delle sculture, pitture e architetture della città di Pescia, e di quelle che ancora meritano d’essere osservate nelle castella della provincia di Valdinievole compendiata dal signore Innocenzo Ansaldi pittore e data alle stampe in Bologna dal canonico Crespi l’anno 1772. Non è autografo dell’Ansaldi; “si tratta... di una sorta di rielaborazione con qualche leggera modifica, aggiunta o precisazione, che comunque non assestano un radicale approfondimento della ricerca” (p. 40). Da collocarsi cronologicamente fra il 1772 (anno della pubblicazione bolognese) e il 1784 (anno delle soppressioni lorenesi).
- Nota delle pitture veramente più ragguardevoli esposte al pubblico nella città di Pescia e suo territorio, pubblicata da Prospero Omero Baldasseroni in appendice alla sua Istoria della città di Pescia e della Valdinievole (1784). Lo scritto di per sé risulta essere un compendio dell’opera di Ansaldi, ma mostra la conoscenza di alcune delle aggiunte operate da Ansaldi dopo l’edizione del 1772 (e poi presenti nell’esemplare di Chicago);
- Descrizione delle sculture, pitture, ed architetture della città, e diogesi di Pescia d’Innocenzio Ansaldi: edizione seconda emendata , accresciuta dietro le ulteriori osservazioni dello stesso autore raccolte e corredate di notizie dal canonico Antonio Ansaldi (Pescia, 1816). La seconda edizione testimonia un ulteriore stadio nell’evoluzione (o, per meglio dire nella spoliazione) del patrimonio artistico pesciatino, ovvero quello successivo agli anni napoleonici.



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