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giovedì 21 novembre 2013

Julius Schlosser Magnino; La letteratura artistica 3° ed; La Nuova Italia, 1964

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Julius Schlosser Magnino
La letteratura artistica 

La Nuova Italia, 1964. 3° ed.



[1] La prima edizione uscì a Vienna nel 1924,  pubblicata da Kunstverlag Anton, Schroll e Co. Il titolo originale è Die Kunstliteratur.

[2] Nella prima edizione italiana, uscita a Firenze nel 1935, J. Schlosser volle aggiungere al proprio cognome quello della madre nata Magnino e d’origine italiana, come omaggio a quella che, a tutti gli effetti, considerava una seconda patria.

[3] La terza edizione è del 1964. In questa biblioteca (oltre a un'anastatica del 1924) è presente questa ristampa della terza edizione, eseguita a Bologna nel gennaio 1967. Con questa ristampa “La Nuova Italia” riprese la propria attività, bruscamente interrotta dall’alluvione del 4 novembre 1966. La letteratura artistica è dunque la prima opera che l'editore si preoccupò di ripubblicare dopo la catastrofe.

[4] L’opera è dedicata al filologo tedesco Karl Vossler, unito a Schlosser da fraterna amicizia e accomunato allo stesso da profonda ammirazione per Benedetto Croce. È lo stesso Schlosser a spiegare la genesi del lavoro nella Presentazione, datata Vienna, Natale 1922:

“Egregio amico,
Non senza una ben ponderata ragione offro proprio a Voi questo libro, nonostante i suoi molti difetti, - ne son certo, - e nonostante che noi lavoriamo in due campi così diversi della «filologia»... Voglio... esporvi in poche parole la storia di questo libro,... e ciò facendo seguo soprattutto il consiglio di un nostro grande amico comune, Benedetto Croce.
I saggi qui riuniti apparvero, negli anni della guerra, nei «Sitzungsberichte» (Philosophisch-historische Klasse) della Accademia Viennese delle Scienze col titolo Materialen zur Quellenkunde der Kunstgeschichte (10 fascc. 1914-1920). Ma il loro inizio risale a più che un quarto di secolo fa: la loro origine concreta è in una necessità da me sentita e in una certa passione di raccoglitore, che mi fece mettere insieme una biblioteca di storia e di teoria dell’arte, specialmente italiana, quasi completa e in ogni modo notevolissima per un privato: in Italia, che a me è familiare per tradizione e in parte anche per la provenienza dei miei avi, ha questa letteratura la sua origine e la sua importanza sostanziale” (p. VII). «»

[5] Sin dalla Premessa Schlosser chiarisce che cosa si intenda per letteratura artistica e fonti di storia dell’arte, nonché quale delimitazione temporale sia oggetto della sua attenzione (p. 1):

“Per storia dell’arte io intendo qui... soltanto la storia dell’arte post-classica, anzi dell’arte cristiana, nell’estensione del suo sviluppo storico, da Diocleziano a Napoleone, e i capitoli di quest’opera vogliono portare dei contributi solo in questo campo cronologicamente e topograficamente delimitato.
Il concetto stesso della scienza delle fonti ha bisogno di una limitazione: si intendono qui le fonti scritte, secondarie, indirette; soprattutto, quindi, nel senso storico, le testimonianze letterarie, che si riferiscono in senso teoretico all’arte, secondo il lato storico, estetico o tecnico, mentre le testimonianze per così dire impersonali, iscrizioni, documenti e inventarii, riguardano altre discipline e possono qui essere materia soltanto di un’appendice.”

[6] La letteratura artistica conosce ancora oggi un’incredibile fortuna editoriale. L'aspetto ancora più incredibile è che viene ristampata identica dal 1967 (del resto sarebbe impossibile aggiornarla). Eppure sorprende come sia stata oggetto di un’analisi relativamente modesta. Vi è chi, come Ragghianti ne ha dato un giudizio entusiastico; chi invece la riduce a un mero prontuario di consultazione (formidabile, si intende, ma arido e di per sé poco significativo): è, in qualche modo, la stessa interpretazione che ne diede Lionello Venturi nella sua Storia della critica d’arte (si veda in merito Opera al bivio: Alle origini della moderna storiografia critica dell’arte, di Ricardo de Mambro Santos). Fa eccezione, in questo senso, il recente lavoro di Ricardo de Mambro Santos (Viatico viennese. La storiografia critica di Julius von Schlosser e la metodologia filosofica di Benedetto Croce), che, con felice intuizione, riesce a collocare il capolavoro schlosseriano non nel mero ambito dell’esercitazione erudita, ma in un contesto ben più ampio, anche alla luce della profonda influenza che esercitarono sullo Schlosser l’estetica e la storiografia crociana. Per il rapporto fra Schlosser e Benedetto Croce si veda anche il Carteggio Croce – Schlosser, a cura di Karl Egon Lönne, pubblicato nel 2003 da Il Mulino.

[7] Vale la pena aggiungere che la presente collezione privata è nata e si è sviluppata sulla base dello studio capillare del capolavoro dello Schlosser. Mio padre Luciano lo ha letto interamente almeno dieci volte e lo ha consultato quasi quotidianamente per decenni. Al momento del suo decesso (avvenuto l’11 febbraio 2004), d’accordo con mia madre Franca, mio fratello Francesco e mia sorella Silvia, una copia (la sesta edizione, pubblicata nei Paperbacks Classici de La Nuova Italia nel novembre 2003) è stata inserita all’interno della sua bara, per eventuali consultazioni urgenti; altra copia è stata donata a sua sorella Ornella e a Giorgio Pagnanelli, l’amico di una vita.

[8] Nel 2023 è uscita The Literature of Art, prima traduzione inglese dell'opera. Si veda il relativo post

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