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mercoledì 19 ottobre 2016

Francesco Mazzaferro. Julius von Schlosser a 150 anni dalla nascita. Le celebrazioni a Vienna


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Francesco Mazzaferro
Julius von Schlosser a 150 anni dalla nascita. Le celebrazioni a Vienna


Fig. 1) Il manifesto delle due giornate di studi al Kunsthistorisches Museum
In occasione dei 150 anni dalla nascita di Julius von Schlosser (1866-1938), anniversario che è ricorso il 23 settembre  2016, le due istituzioni di Vienna che hanno più marcato la sua vita di studioso gli hanno recentemente dedicato un convegno [1] ed una mostra [2]: sono il Kunsthistorisches Museum – in cui Schlosser fu attivo a partire dal 1889 come curatore di diverse collezioni, comprese la camera del tesoro (Schatzkammer), le raccolte di monete e di strumenti musicali (da lui amatissimi, come esperto violoncellista) – e l’Università di Vienna (ed in particolare l’Istituto di Storia dell’arte), dove operò nella seconda parte della sua vita professionale, prima come docente dal 1905 e poi come titolare di cattedra dal 1922 [3].

Purtroppo i lavori del convegno non sono disponibili in streaming e si dovrà perciò attendere la pubblicazione degli atti, prevista nel 2018, per poterne conoscere i contenuti. Matthew Rampley, tuttavia, ha appena pubblicato un resoconto breve, ma sostanziale, sulle ultime acquisizioni di cui si è discusso nel convegno. L'articolo si intitola "Julius von Schlosser: Aesthetics, Art History and the Book". Alcuni materiali sono inolte disponibili sul sito delle due istituzioni promotrici. In particolare, Friedrich Polleroß, dell’Università di Vienna, ha curato un delizioso fascicoletto di 24 pagine che funge da catalogo alla mostra e che è ora consultabile su Internet. Vorrei dunque su questa base proporre alcune considerazioni sulle celebrazioni di Vienna, a cui purtroppo non ho potuto partecipare.

Uno dei temi centrali del convegno è stato il rapporto tra Schlosser e alcune grandi personalità del suo tempo, in Austria, Germania ed Italia: Alois Riegl (1858-1905), il maggior rappresentante della scuola di Vienna alla fine dell’Ottocento; il direttore dei musei di Berlino Wilhelm von Bode (1845–1929), i critici d’arte Aby Warburg (1866-1929) e Heinrich Wölfflin (1864-1945), il filologo Karl Vossler (1872–1949) ed il filosofo Benedetto Croce (1866–1952), di cui Schlosser fu traduttore in Germania. Va notato, come pura curiosità, che anche Wölfflin e Croce nacquero nel 1866, e dunque che anche il loro 150esimo anniversario dalla nascita ricorre nel 2016. La corrispondenza con Bode è stata presentata alla conferenza di Vienna da Hans Ulrich Kessler, il rapporto tra Schlosser e Riegl è stato esaminato da Artur Rosenauer, quello con Warburg da Michael Thimann, sull’intensa relazione con Croce ha parlato Sebastian Schütze, agli scambi con Vossler e Wölfflin è stata infine dedicata la relazione di Robert Williams.

Il convegno non si è dunque centrato sulla letteratura artistica in senso stretto [4], anche se ha offerto tre occasioni di riflessione sul tema: un intervento di Raphael Rosenberg, che si è posto l’interrogativo se la scienza delle fonti dell‘arte sia stata concepita dallo studioso austriaco in senso cronologico o per generi letterari; un contributo di Matthew Rampley sul concetto di linguaggio ed estetica ed una riflessione di Hubert Locher sul concetto di arte in Schlosser. 


Fig. 2) Il manifesto della mostra all’Istituto di Storia dell’arte

La mostra (curata da Friedrich Polleroß e Agatha Rihs) offre al pubblico i documenti originali dello studioso, che nel tempo sono andati distribuendosi tra Vienna e Berna, dove insegnò uno dei suoi assistenti, il grande amico Hans R. Hahnloser (fu lui a pronunciare il discorso funebre nel 1938 e quello per la commemorazione per i cent’anni della nascita, nel 1966). Con Hahnloser (1899-1974), molto più giovane di lui, Schlosser era molto legato da due passioni: i viaggi in Italia con le rispettive famiglie – documentati nella mostra da una bella serie di fotografie – e la musica. Facevano parte di un quartetto di amatori, in cui Hahnloser era violinista e Schlosser violoncellista [5].

L’Istituto di Storia dell‘arte di Vienna conserva una parte importante dell’archivio [6] ed il catalogo originario della sua ampia biblioteca, che comprendeva in origine 4000 volumi. Si tratta di un quaderno di 153 pagine, che include anche una collezione di ex libris, datato 1926. Il catalogo distingue ‘Autori’ e ‘Serie’ (tra queste le raccolte complete degli scritti di  Burckhardt, Croce, Vossler e Wölfflin). Il quaderno ha il titolo significativo di “Bibliotheca selecta. Ein Stück Autobiographie”. (Biblioteca selezionata. Un pezzo di autobiografia)

La biblioteca si divideva in:
  • (i) Allgemeine Bibliothek, ovvero biblioteca di argomento generale;
  • (ii) Kunsthistorische Bibliothek, la biblioteca di storia dell’arte. All’epoca dello smembramento negli anni Sessanta, è citata semplicemente come Kunstbibliothek, biblioteca d’arte;
  • (iii) Bilderapparat, una collezione di 10 mila foto;
  • (iv) Notensammlung, la collezione di partiture musicali. All’epoca dello smembramento negli anni Sessanta, è citata semplicemente come Musikbibliothek, biblioteca di musica;
  • (v) Instrumentensammlung, la collezione di strumenti musicali.

La Kunstbibliothek è andata dispersa in due tronconi: 500 volumi sono conservati all’Università di Berna (dove confluirono grazie ad Hahnloser, che vi insegnò arte medievale tra 1934 e 1968). Si tratta della parte della biblioteca dedicata alla Letteratura artistica, in particolare a quella che Schlosser chiamava Reiseliteratur (e dunque una collezione di testi su viaggi in località italiane). Altri 1500 volumi d’arte furono venduti all’asta a Vienna nel settembre 1961, alla morte della vedova. Il catalogo della vendita è lungo più di 100 pagine [7]. Nel 1962 fu venduta la biblioteca musicale.

Fig. 3) Il catalogo della vendita all’asta della Biblioteca d’arte di Julius von Schlosser (1961)


Quanto alla parte della libreria dedicata alla letteratura artistica in quanto tale, va detto che la mostra contiene un documento eccezionale, redatto nel 1910 e dunque negli anni immediatamente precedenti la pubblicazione (a partire dal 1914 e fino al 1920) delle otto dispense sui Materialien zur Quellenkunde der Kunstgeschichte (Materiali per lo studio delle fonti della storia dell’arte) che serviranno come base per la futura Kunstliteratur (Letteratura artistica) nel 1924. Si tratta di un manoscritto su una “Biblioteca di antichi scritti italiani sulla storia dell’arte”, comprendente tre sezioni: (i) Generale; (ii) Topografia; (iii) Viaggi. Vi sono elencati 670 titoli. Insomma, già nel 1910 Schlosser ha compilato una ricca lista di fonti ed avviato una politica di acquisti di volumi antichi per crearsi una base di studio personale.

Il catalogo mostra documenti originali conservati a Vienna e Berna, insieme ad alcuni dei libri della collezione Schlosser, oggi conservati nella capitale svizzera.

Tra i documenti esposti alla mostra vi sono:

  • Il manoscritto del 1885 sui “Fondamenti di un sistema della filosofia dell’arte sulla base dell’idealismo” (Grundzüge eines kunstphilosophischen Systems auf idealistischer Grundlage) conservato a Berna.
  • L’articolo sul “Significato delle fonti per la storia dell’arte dell’epoca moderna” del 1892,già pubblicato su questo blog.
  • Il taccuino di un viaggio nel Veneto nel 1896, intitolato “Iter Veneticum I, MDCCCXCVI”, conservato a Vienna.
  • Un quaderno di 33 pagine con un catalogo a mano dei libri posseduti su Venezia, del 1896 (il titolo è “Bibliotheca Veneta”), conservato a Vienna.
  • Una collezione di materiali manoscritti (circa cento pagine) sull’introduzione allo studio della storia dell’arte del 1896, conservata a Vienna. La brochure della mostra segnala che questi sono i primi documenti disponibili sul tema della Kunstliteratur (la letteratura artistica) ed in particolare dedicati al Trecento.
  • La prima parte di una collezione di foto (su antichità, architettura ed Italia) del 1900, conservata a Berna.
  • Il testo della relazione “Alcuni capitoli della dottrina storica della forma nelle belle arti” (Einige Capitel aus der histirischen Formenlehre der bildenden Künste) del 1901, conservata a Vienna.
  • Un quaderno in pelle del 1909 con un catalogo dei libri posseduti sull’Italia: “Bibliotheca Italica. Catalog der in meiner Bibliothek befindlichen Werke über Italien” (Biblioteca italiana. Catalogo dei lavori sull’Italia che si trovano nella mia biblioteca), conservato a Vienna.
  • Il già citato manoscritto del 1910 di 20 pagine dal titolo: “Verzeichnis einer Bibliothek altitalienischer Schriftquellen zur Kunstgeschichte” (Catalogo di una biblioteca di antichi scritti italiani sulla storia dell’arte), conservato a Vienna.
  • Le bozze di stampa della Kunstliteratur (Letteratura artistica) del 1924, conservate a Vienna.
  • Il manoscritto originale su “Die Wiener Schule” del 1933, che racconta lo sviluppo della Scuola dell’arte di Vienna da Rudolf von Eitelberg a Ernst Gombrich, conservato a Vienna.
  • Il manoscritto originale su “Stilgeschichte und Sprachgeschichte der bildenden Kunst. Ein Rückblick” del 1934. Si tratta dello studio sulla storia dello stile e del linguaggio nelle belle arti, conservato a Vienna.
  • Il catalogo dell’asta della biblioteca d’arte di Schlosser, ad opera dell’antiquariato Heck di Vienna, del 1961.


Tra i libri di Schlosser oggi conservati a Berna la mostra comprende:
  • Giambattista Marino, Dicerie Sacre, Venezia, 1626
  • Gian Battista Della Porta, La Fisionomia, Venezia, 1652
  • Ottavio Lioni, Ritratti di alcuni celebri pittori, 1731
  • Descrizione de’cartoni disegnati da Carlo Cignani e de’quadri dipinti da Sebastiano Ricci, posseduti dal Signor Giuseppe Smith, Venezia, 1749
  • Justine von Rosenberg-Orsini, Alticchiero, Padova, 1787
  • Pietro Antonio Novelli, Per le auspicate nozze del Marchese Giovanni Salvatico, 1834


Schlosser visse in un’epoca storica complessa. Cittadino austriaco di sentimenti italiani si trovò a vivere i giorni della guerra mondiale tra Austria ed Italia. Grande conoscitore dell’Italia, si trovò coinvolto in occasioni in cui dovette lavorare con istituzioni pubbliche dell’Italia fascista in un’epoca in cui ciò era ufficialmente sgradito alle autorità della cosiddetta prima repubblica a Vienna (ed all’amico Benedetto Croce). Conservatore e filo-tedesco, abbracciò negli ultimi anni della vita il partito filonazista e fu a favore dell’inclusione dell’Austria nel Terzo Reich, ma promosse e sostenne al tempo stesso colleghi e studenti ebrei (il più famoso del quale fu Ernst Gombrich). Morì poco prima che l’Austria fosse annessa al Reich.

Queste vicende sono documentate nella mostra da:

  • La traduzione manoscritta in tedesco di un’intervista di Benedetto Croce, pubblicata sul Corriere d’Italia il 13 ottobre 1914, in cui Croce si chiede se il rapporto tra le parti in guerra sia segnato oppure no da un’irrimediabile opposizione delle culture ed offre una risposta negativa alla domanda. Il testo è conservato a Vienna.
  • I materiali in preparazione per i festeggiamenti ufficiali per i settant’anni dello studioso, che segnarono anche il suo pensionamento dall’insegnamento universitario nel 1936. I materiali contengono anche una minuziosa lista degli invitati, inclusi esponenti chiaramente filonazisti (come consiglieri personali di Hitler) e molti studiosi ebrei. Il catalogo della mostra segnala però che i nomi di molti di loro (fra cui Otto Kurz ed Ernst Gombrich) sono stati stralciati a mano dalla lista da qualcuno, perché avevano già lasciato il paese.
  • Una lettera di Hahnloser del settembre 1936 a proposito della pubblicazione del saggio su Ghiberti a cura della casa editrice Holbein-Verlag di Basilea. Il punto è che la casa editrice apparteneva all’editore ebreo tedesco Hermann Loeb, famosissimo ancora oggi per aver fondato a Francoforte la casa editrice d’arte Prestel nel 1924, e fuggito in Svizzera nel 1935. È chiaro che Hahnloser ha posizioni antisemite e consiglia un’altra casa editrice, ma Schlosser (che pur non è libero da accenti antisemiti) decide per la casa editrice di Loeb per via della sua competenza nella storia dell’arte. Il saggio esce a Basilea nel 1941, dopo la scomparsa di Schlosser.


Schlosser era uomo riservato e ci ha lasciato pochissime fotografie. Tuttavia sono rimaste a Berna 2500 diapositive dei viaggi in automobile che egli fece con Hahloser attraverso l’Europa, tra il 1923 ed il 1935. Furono accompagnati dalle rispettive mogli e in qualche caso dai genitori di Hanhloser. La brochure della mostra contiene la riproduzione di alcune belle foto. Nel 2005 l’università di Berna ha mostrato la documentazione su quei viaggi [8].

Qui in basso si vede una foto del gruppo a Civitavecchia, intorno al 1930. Schlosser è ritratto nella macchina, a fianco della seconda moglie, la violinista bulgara Neda Ftitscheff (1881-1960), sposata nel 1919. In piedi è il padre di Hans Hahnloser, Arthur (l’incredibile somiglianza con Thomas Mann, che era anch’egli di casa in Italia in quegli anni ed aveva contatti con Benedetto Croce, è ingannevole).



Fig. 4) Schlosser a Civitavecchia, 1930 circa.
Fonte: http://kunstgeschichte.univie.ac.at/institut/ifk-vergangenes0/schlosser-ausstellung/

Fig. 5) Schlosser in viaggio per l’Italia.
Fonte: Michael Thimann, „Die Arbeit des Lesers. Zwei Exlibris des Kunsthistorikers Julius von Schlosser“,
 in: Zeitschrift für Ideengeschichte, 2, Heft 1, 2008, p. 95.

NOTE


[2] La mostra presso l’Institut für Kunstgescgichte (Garnisongasse 13, Hof 9) resterà aperta dal 6 al 25 ottobre 2016. Si veda: http://kunstgeschichte.univie.ac.at/ueber-uns/institutsnachrichten/23-09-2016-150-geburtstag-von-julius-von-schlosser/

[3] A Vienna si terrà tra il 27 ed il 29 aprile 2017 anche un convegno in occasione dei duecento anni dalla nascita di Rudolf Eitelberger von Edelberg.

[4] Un’interessante tesi di laurea di Johannes Weiss sulla Kunstliteratur, del 2012, è disponibile su internet: http://othes.univie.ac.at/25357/1/2013-01-04_0303173.pdf



[7] Kunstbibliothek Professor Julius von Schlosser. Antiquariat V. A. Heck, Vienna, Liste 236, Settembre 1961. KHI, Florenz, Signature: Bibl. 2550; ZI, München, Signature: V-Sc 580/50(2 R

[8] Rihs, Agatha; Kraemer, Harald - Trouvaillen zu Julius von Schlosser [und] Hans R. Hahnloser: aus den Tiefen des Archivs des Instituts für Kunstgeschichte der Universität Bern: eine Ausstellung anlässlich des einhundertjährigen Jubiläums des IKG, Universität Bern. Institut für Kunstgeschichte, Bern, Institut für Kunstgeschichte, 2005.




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