Giuseppe Pelli Bencivenni
Catalogo delle pitture della Regia Galleria compilato da Giuseppe Bencivenni già Pelli
Gli Uffizi alla fine del Settecento
A cura di Miriam Fileti Mazza e Bruna Tomasello
S.P.E.S editore, 2004
[1] Diciamocelo: ogni volta che si sente citare Giuseppe Pelli Bencivenni viene quasi istintivo storcere la bocca. Si pensa subito al suo travagliatissimo rapporto con l’abate Luigi Lanzi, autore della Storia pittorica , e l’immagine che ne risulta è quella di un grigio funzionario che avrebbe fatto di tutto per mettere i bastoni fra le ruote al suo grande rivale, nonché subordinato in grado. Non c’è dubbio che Pelli Bencivenni non possa che risultare sminuito in un confronto col Lanzi e con tutto ciò che quest’ultimo rappresenta per la moderna storiografia artistica. E tuttavia non siamo di fronte a un modesto passacarte. È merito di Miriam Fileti Mazza e di Bruna Tommasello, che hanno avuto il coraggio di esplorare il ricchissimo Fondo Pelli, di proprietà della Regione Toscana, avere portato avanti una preziosa e paziente opera di rivalutazione dell’attività del Pelli in questi ultimi anni.
[2] Giuseppe Pelli Bencivenni fu nominato direttore generale degli odierni Uffizi nel 1775 e tale rimase fino al 1792. La sua unica pubblicazione, quale direttore, fu il Saggio Istorico (sulla Real Galleria) del 1779. “Fino ad oggi si credeva che il Saggio Istorico... rappresentasse un episodio isolato, troppe volte perdente e limitato nel confronto con la produzione più strutturata e conosciuta di Luigi Lanzi, l’antagonista di sempre. Alla luce di questa ricerca, è apparso invece chiaro come Giuseppe Pelli avesse concepito, sin dai primi mesi del proprio incarico, un processo complesso e globale. Egli partì da un primo capitolo storiografico prevedendo una descrizione completa della Galleria, seguito da un’analisi puntuale e specialistica di ogni singolo settore del vasto e composito patrimonio mediceo-lorenese, che si trovò a gestire in solitudine, privato di quell’“aiuto antiquario” che nello stesso decreto di nomina avrebbe dovuto accompagnarlo per tutta la durata del suo mandato. Il Catalogo dei quadri rappresenta quindi... la parte più impegnativa di questo percorso universale, che fu in grado di sollecitare continui nessi e di esaltare passioni per gli altri ambiti disciplinari (numismatica, grafica, glittica)” (pp. XIII-XIV).
[3] La prima stesura del Catalogo dei quadri è pronta probabilmente nell’estate del 1779, ma comincia qui una lunga fase di ripensamenti, rivisitazioni, modifiche, che sono poi un tratto abituale nell’attività dell’erudito. Passa qualche anno, sino a quando, nel corso del 1782, succede il fattaccio: Luigi Lanzi, il suo aiuto-antiquario, pubblica La Real Galleria di Firenze sul Giornale de’ Letterati di Pisa. È guerra aperta. Fileti Mazza e Tomasello la descrivono a p. 100 del loro Galleria degli Uffizi 1775-1792. Un laboratorio culturale per Giuseppe Pelli Bencivenni (Modena, 2003): “Tra i documenti della Biblioteca degli Uffizi si conserva una sua denuncia in “dugento dubbi” sull’opera dell’antiquario che conferma il proprio stato d’animo. Praticamente l’accusa maggiore era rivolta ad un autore che non aveva lavorato cercando la collaborazione di chi giornalmente operava in Galleria, che aveva frequentato le sale del museo nelle ore in cui il Direttore non era presente “corrompendo” tutto il personale per accedere segretamente ai Gabinetti, negando qualsiasi coordinamento e anticipando la conclusione dei cataloghi e degli inventari ancora in corso d’opera.” La pubblicazione del catalogo lanziano non fa altro che allungare ulteriormente i tempi. Solo nel 1791 Pelli Bencivenni chiede al nuovo Granduca, Ferdinando III, di pubblicare il testo in tre tomi. La risposta è negativa. L’anno dopo Pelli Bencivenni lascia la carica di direttore. Il Catalogo delle pitture è destinato a rimanere inedito sino al presente lavoro.
[4] Il Catalogo è testimoniato nel Fondo Pelli in due versioni manoscritte (Archivio della Biblioteca degli Uffizi, ms. 463, ins. 10 e ins. 4). “Questo volume presenta una sola trascrizione che, partendo dalla prima versione, si integra con la seconda... Alcune sezioni, come ad esempio le sculture, le iscrizioni, i sarcofagi, ed in generale i manufatti antichi, esistono solo nella seconda redazione” (p. XII). Nella sua Prefazione all’opera il Pelli Bencivenni parla di un indice degli autori che non è stato trovato nell’archivio. L’indice consultabile nel volume è opera delle curatrici.
[5] Per maggiori informazioni sul Fondo Pelli è utile rinviare a Gli scritti di Giuseppe Pelli Bencivenni. Anagrafe storica con Cd-Rom a cura delle stesse autrici e pubblicato dall’editore Pagnini nel 2005. Miriam Fileti Mazza ha dato alle stampe con S.P.E.S., nel 2004, la Fortuna della Glittica nella Toscana Mediceo-Lorenese e storia del Discorso sopra le gemme intagliate di G. Pelli Bencivenni. Molti dei manoscritti di Pelli sono oggi consultabili sul sito della Fondazione Memofonte all'indirizzo http://www.memofonte.it/autori/giuseppe-pelli-bencivenni-1729-1809.html. Le Efemeridi sono invece disponibili al link http://pelli.bncf.firenze.sbn.it/it/progetto.html

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