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sabato 22 febbraio 2014

Giuseppe Bossi. Del Cenacolo di Leonardo (1810)

Giuseppe Bossi, Il Cenacolo di Leonardo, Frontespizio

English Version


Giuseppe Bossi
Del Cenacolo di Leonardo da Vinci

Ristampa anastatica dell'edizione di Milano 1810
Skira editore, 2009
Isbn 978-88-572-0421-5







[1] Nel 1807, subito dopo aver abbandonato la carica di Segretario dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Giuseppe Bossi riceve l’incarico di realizzare una copia dell’Ultima Cena, dipinta da Leonardo nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. L’opera (oggi persa) viene conclusa nel 1809, ma il risultato senz’altro ad oggi più tangibile è questo trattato, che Bossi scrisse nel 1810 e pubblicò poi nel 1811 (in merito alla data di stampa si vedano i chiarimenti successivi).

[2] Dall’Introduzione di Laura Papa:

“Il trattato scritto dal Bossi dal titolo Del Cenacolo di Leonardo da Vinci, pubblicato nel 1810, risulta diviso in quattro libri. Nella prima parte l’autore prende in considerazione l’opinione di vari testimoni che osservarono e fornirono pareri e commenti attorno all’opera milanese di Leonardo nel giro di anni che va dal 1498 all’anno di pubblicazione del volume stesso, il 1810. Per sua stessa ammissione, ne trascurerà alcuni che verranno poi citati nei libri seguenti o la cui scarsa importanza poco o nulla aggiunge a quanto già detto. Nel secondo libro il Bossi fornisce una descrizione generale del Cenacolo analizzato nelle singole figure… Affrontando il discorso della fortuna critica, nel terzo libro, l’autore si cimenta con il complesso discorso delle numerose copie eseguite in epoca ravvicinata rispetto alla creazione dell’originale (ricordiamo 1494-1498), così come uscì dal pennello di Leonardo. Si tratta di opere milanesi, ma non solo, che oltre a testimoniare l’enorme successo dell’Ultima cena di Leonardo ci forniscono utili indicazioni sullo stato dell’opera a pochi decenni dalla sua esecuzione. L’arco di tempo considerato va dal 1510 al 1675. In conclusione il Bossi scrive anche di copie e stampe, citando anche quella posseduta dal viceré d’Italia. Nella parte conclusiva del trattato, nel quarto e ultimo libro, l’autore affronta gli aspetti più prettamente tecnico-artistici circa il tempo impiegato da Leonardo per completare il Cenacolo e valutazioni pratiche su come questo è stato dipinto… Il Bossi si dilunga poi, in appendice al testo, sulle proporzioni del corpo umano al centro degli studi di Leonardo, non solo per la realizzazione della sua Ultima cena, e sulle ricerche messe in atto dall’artista fiorentino circa la composizione della storia” (p. 18).

[3] Il volume, pubblicato presso la Stamperia Reale di Milano, reca sul frontespizio la data 1810, mentre in realtà uscì soltanto nell’estate del 1811: in merito abbiamo due testimonianze inoppugnabili, da un lato nell’Epistolario del Bossi, dall’altro nelle sue Memorie. La copia di cui si fornisce qui la ristampa anastatica è conservata presso la Biblioteca della Soprintendenza di Milano. Scrive Ivana Novani a p. 29: “La Biblioteca Ambrosiana possiede il testo manoscritto del volume sul Cenacolo. Conserva inoltre un’appendice inedita all’opera [n.d.r. qui non riprodotta]. Bossi aveva progettato infatti di aggiungere un quinto libro alla sua opera, intitolato: Dell’architettura del Cenacolo e delle opinioni di Leonardo intorno all’architettura in generale. Nella raccolta ambrosiana sono conservate alcune sue note interessanti sulla collaborazione fra Bramante e Leonardo nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, che.. meriterebbero di essere pubblicate e commentate”.

[5] Scrive Leopoldo Cicognara nel suo Catalogo ragionato in merito a questo volume: “L’opera del Cenacolo è il libro meglio scritto che da noi si conosca in fatto di critica, il quale abbia per iscopo d’illustrare una grand’opera dell’arte. L’edizione splendidissima è ornata d’un bellissimo ritratto di Leonardo, e di varie tavole tratte da disegni originali dal Vinci con una fedeltà, e un gusto insuperabile”. Nel 1817 giunse a Weimar materiale utilizzato da Bossi per la preparazione della sua copia del Cenacolo. L’occasione fu propizia per Goethe (che aveva ammirato il dipinto vinciano nel corso del suo viaggio italiano) per pubblicare un suo saggio sul Cenacolo, che si apriva con un omaggio all’opera (artistica e letteraria) di Giuseppe Bossi. Il saggio fu pubblicato sulla rivista Über Kunst und Altertum col titolo Joseph Bossi über Leonard da Vincis Abendmahl zu Mailand; alcune pagine sono state tradotte in italiano in Johann Wolfgang Goethe, Scritti sull’arte e sulla letteratura, a cura di Stefano Zecchi (Torino, Bollati Boringhieri, 1992), mentre la prima traduzione italiana integrale, col titolo Il Cenacolo di Leonardo (Abscondita), risale al 2004.

Giuseppe Bossi, Il Cenacolo di Leonardo, pp. 208-209


Giuseppe Bossi. Il Cenacolo di Leonardo, p. 205

[5] Difficile non ammirare, nel primo libro, la ricchezza delle fonti citate, con scrupolo filologico, in merito al Cenacolo. Del resto la fama di Bossi come grande collezionista di libri e frequentatore di archivi è ben nota e trova riscontro nel Catalogo della libreria del fu cavaliere Giuseppe Bossi. Provvediamo semplicemente ad elencarle, con l’indicazione fra parentesi dell’anno riportato da Bossi, abbinando quando disponibile anche l’opera in cui esse compaiono:

Luca Pacioli (1498): De Divina Proportione;
Giorgio Rovegnatino (1500): dialogo con il Taegio riportato da Domenico Pino (vedi infra);
Pomponio Gaurico (1503): De Sculptura;
Raffaello Maffei (1516-17): Commentarj urbani;
Bernardino Arluno (1520-30);
Paolo Giovio (15..): Leonardi Vincii vita;
Matteo Bandello (15..): Novelle;
Sabba da Castiglione (1549): Ricordi;
Michelangelo Biondo (1549): Della nobilissima Pittura, e sua arte;
Giorgio Vasari (1550 e 1568): Vite;
Giovambattista Giraldi (1554): Discorsi intorno al comporre dei romanzi, delle commedie e delle tragedie;
Leandro Alberti (1561): Descrizione di tutta Italia;
Gaspare Bugati o Bugatti (1570): Istoria universale del mondo;
Francesco Bocchi (1571): Eccellenza del San Giorgio di Donatello;
Paolo Mini (1572): Difesa di Firenze;
Francesco Sansovino (1575): Ritratto delle più nobili e famose città d’Italia;
Raffaello Borghini (1584): Il Riposo;
Giovan Paolo Lomazzo (1584 e 1590): Trattato dell’arte della pittura, scoltura et architettura e Idea del Tempio della Pittura;
Giovan Battista Armenini (1586): De’ veri precetti della pittura;
Gregorio Comanini (1591): Il Figino;
Girolamo Gattico (1600 circa): storia manoscritta del convento di S. Maria delle Grazie;
Giovanni Botero (1608): Detti memorabili di personaggi illustri;
Pietro Paolo Rubens (1610): manoscritto posseduto da Roger de Piles ed andato distrutto nel 1720. Lo stralcio di Rubens è proposto da Roger de Piles in L’Idée du Peintre parfait, in particolare nell’ambito della biografia di Rubens stesso. Si vedano nell’edizione Gallimard 1993 presente in questa collezione le pp. 126-128;
Federico Borromeo (1625): Musaeum;
Bartolommeo da Siena (1626): De vita et morbus beati Stephani Maconi Senensis Cartusiani…;
Vincenzo Carducho (1633): Diálogos de la pintura;
Francesco Bisagno (1642): Trattato di pittura;
Francesco Scannelli (1642): Il microcosmo della pittura;
Ilario Mazzolari (1648): Le reali grandezze dell’Escuriale di Spagna;
Francesco Pacheco (1649): Arte de la Pintura;
Raffaello Trichet Du Fresne (1651): biografia di Leonardo all’interno della princeps del Trattato della pittura di Leonardo;
Giandomenico Ottonelli e Pietro Berrettini (1652): Trattato della Pittura e Scultura;
Francesco Scoto (1654): Itinerario d’Italia;
Rolando Fréart de Chambray (1662): La perfezione della Pittura;
André Félibien (1666): Entretiens sur les vies et sur les ouvrages des plus excellents peintres anciens et modernes;
Richard Lassels (1671): Viaggio d’Italia;
Agostino Santagostino (1671): L’immortalità e gloria del pennello;
Pier Paolo Bosca (1672): Origine e Stato della Biblioteca Ambrosiana;
Carlo Torre (1674): Il ritratto di Milano;
Joachim von Sandrart (1675): Accademia tedesca;
Isaac Bullart (1695): Accademia delle Scienze e delle Arti;
Roger de Piles (1699 e 1715): L’Idée du Peintre parfait;
Florent Le Comte (1702): Cabinet des singularitez d’architecture, peinture etc…;
De Rogissard (1707): Délices de l’Italie;
Sebastiano Resta (1707): Indice del libro intitolato Parnaso de’ pittori;
Palomino Velasco (1715): Museo Pictórico y Escala Optica;
Anonimo (1716): Trattato della Pittura di Leonardo pubblicato presso Pierre-Francois Giffart, in cui la biografia dell’artista è ampliata da un anonimo estensore;
Edward Wright (1722): Some observations made in travelling through France, Italy etc..;
Johann Georg Böhm (1724): biografia vinciana anteposta alla prima edizione tedesca del Trattato della Pittura;
Jonathan sr. Richardson e Jonathan jr. Richardson (1728): Traité de la peinture et de la sculpture;
Jean Pierre Mariette (1730): lettera LXXXIV del secondo volume della Raccolta di lettere sulla pittura, scultura ed architettura di Giovanni Gaetano Bottari, indirizzata al conte di Caylus;
Charles de Brosses (1738): lettera VIII del Viaggio in Italia;
Antoine Joseph Dezallier d’Argenville (1745): Abregé de la vie des plus fameux Peintres…;
Lépicié (1752): Catalogue raisonné des Tableaux du Roy…;
De La Condamine (1757): giornale di viaggio in Mémoires de l’Accademie roy. des Sciences;
Charles-Nicolas Cochin (1758): Voyage d’Italie;
Wolfgang Knorr (1759): Vite e ritratti di alcuni pittori;
Joseph Jerôme de Lalande (1765): Voyage d’Italie;
Jean-Pierre Richard (1766): Description historique et critique de l’Italie;
Giuseppe Piacenza (1770): biografia di Leonardo aggiunta all’edizione torinese del Baldinucci;
Pilkington (1770): The Gentleman and Connoisseur’s Dictionary of Painters;
Durazzini (1771): Serie degli uomini i più illustri in pittura, scultura e architettura;
Francesco Bartoli (1776): Notizie delle Pitture, Sculture, e Architetture, che ornano le principali Città d’Italia;
Francesco Maria Gallarati (1779): descrizione manoscritta del Cenacolo;
Carlo Bianconi (1787 e 1795): Nuova Guida di Milano;
Domenico Pino (1796): Storia genuina del Cenacolo insigne...;
John Chamberlaine (1796);
Johann Dominicus Fiorillo (1798): Storia delle arti del disegno dal loro risorgimento fino ai tempi più recenti;
John Sidney Hawkins (1802): biografia di Leonardo preposta all’edizione del Trattato della Pittura di John Francis Rigaud;
Gault De Saint-Germain (1803): edizione francese del Trattato della Pittura pubblicata a Parigi nel 1803;
Carlo Amoretti (1804): Memorie storiche su la vita, gli studii e le opere di Lionardo da Vinci;
Luigi Lanzi (1809): terza edizione della Storia pittorica dell’Italia

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