CENNINO CENNINO, UN'EDIZIONE MISTERIOSA E L'UNGHERIA DEL PRIMO 1900
Un censimento non è una lista di nomi ed anni: è la storia di uomini e donne, delle loro idee e (a volte) anche di ideologie. Prima di Natale ho pubblicato il Censimento delle edizioni a stampa del Libro dell'Arte di Cennino Cennini; l'ho poi tenuto aggiornato con le indicazioni ricevute da più parti. Ogni nuova edizione è stata in qualche modo una sfida, per capire come era nata, chi se ne era fatto carico e perché.
Fra tutte le edizioni segnalate, ce n'è una che per me è ancora misteriosa e, forse proprio per questo, esercita un fascino particolare. E tuttavia, mi ha dato modo di conoscere una realtà che, in tutta onestà, non conoscevo per nulla: ovvero lo studio e la diffusione del Libro dell'Arte di Cennino nell'Ungheria del primo novecento e la nascita della Cennini Társaság (Cennini Society) nel 1920.
Ma andiamo con ordine, e cominciamo da una copertina. Questa:
Si tratta della copertina di un' "edizione privata" del Trattato della Pittura stampata in Ungheria. E' tutto quello che so. L'ha reperita mio fratello Francesco. Sono tre i siti in cui compare:
- sul sito www.mokka.hu, che è il catalogo elettronico di un circuito di biblioteche ungheresi;
- sul sito internet di un antiquario http://www.antikva.hu;
- sul sito internet di un secondo antiquario http://vonnegutantikvarium.com/
Sul sito bibliotecario compare l'indicazione che non sono noti anno e luogo di stampa (men che meno il curatore); lo stesso sul sito interne del primo antiquario; sul sito del secondo antiquario compare invece l'indicazione di un anno: 1988. Tutti e tre concordano che il libro è scritto in ungherese.
Lo dico subito: mi pare improbabile che l'anno di pubblicazione sia il 1988 e che alle biblioteche ungheresi il dato sia sfuggito. Tuttavia non me la sento di scartare nulla. Il sito del primo antiquario riporta anche un estratto dell'introduzione (in ungherese). Riporto qui la traduzione in inglese. Naturalmente non compare il nome dello scrivente:
"Through their work, the Cennini methods, recipes can be still recognised in our paintings. Sándor Nagy, as a college professor was handling over the traditions of the
tempera, the gesso base from Cennini 's time to generations of painters - though not quite so, as the master of Padova had written more than five hundred years ago. There are several reasons for this. One of the principal reasons is that the German translation,
which is used by Gödöllő was not accurate, was not complete. In addition, they added their own experience and methods gained from other sources as well; materials used by Cennini were no longer available, and they often mistakenly tried to make up for the
shortage (gypsum death). More than twenty years ago, I managed to get the most complete edition of Cennini's book in Rome, as one of them, and then I thought it was the most important from those foreign and domestic technical books of painting, which I chewed
through myself, to learn how to deal with all types of painting, from wall painting in gilt to reproduction of tempera making.
Learn in theory and practice as well try it."
Sul contenuto del libro non si dice nulla di decisivo: potrebbe trattarsi di una traduzione in ungherese; oppure lo scrivente potrebbe aver fatto anteporre un'introduzione ungherese all'edizione "completissima" italiana che si era procurato a Roma più di vent'anni prima. Una cosa è certa: si fa riferimento a un artista (Nagy Sándor e a un luogo (Gödöllő) che in Ungheria hanno una loro importanza storica. Scopriamola.
Agli inizi del 1900 (nel 1901) nasce a Gödöllő (una città dell'Ungheria settentrionale in provincia di Pest) una colonia artistica che fa capo alle figure di Aladár Körösfõi-Kriesch prima e di Sándor Nagy poi (vi arriva nel 1907). Il primo artista dichiara, elencando le sue letture “Se mi chiedete come pittore, come ho già detto, per molti anni il Libro dell’Arte ovvero Trattato della Pittura di Cennino Cennini è stato il mio pane quotidiano” Stilisticamente gli artisti si rifanno all'esperienza dell'Art Nouveau: si tratta di un movimento volto alla riscoperta dell'arte popolare e della tradizione nonché alle pratiche dell'artigianato (assume ben presto un particolare prestigio la produzione di tappezzerie). Cennino è visto come un riferimento ideale a forme antiche di arte (soprattutto l’affresco), così come altri riferimenti sono i nazareni e i pre-raffaeliti. La colonia vive secondo regole particolari, che ricordano - da un punto di vista procedurale - la vita di una comunità monastica. Ideologicamente parlando i promotori sono ferventi cattolici con simpatie anarchiche (Tolstoj è uno dei loro riferimenti culturali). La comunità di Gödöllő si riconosce come parte del più ampio movimento artistico della Secessione e acquisisce fama a livello nazionale (si ricorda in particolare un Salon a Budapest nel 1909) e internazionale (espone anche in Italia, a Torino e a Milano, e nel padiglione ungherese della Biennale di Venezia del 1913). Gli ideali mistici e fortemente pacifisti della comunità sono messi a dura prova dagli eventi bellici. L'Ungheria esce dalla guerra letteralmente a pezzi, perdendo due terzi del suo territorio. Nel 1919, con un colpo di Stato, sale al potere un regime comunista, che instaura la Repubblica sovietica ungherese e che resta al potere pochi mesi (da marzo a fine agosto dello stesso anno). In quel lasso di tempo, tuttavia, la produzione di tappezzerie di Gödöllő viene nazionalizzata. Molti artisti abbandonano la comunità; l'anno dopo muore il fondatore, ovvero Aladár Körösfõi-Kriesch. Il periodo d'oro dell'Art nouveau ungherese si è concluso. Nel frattempo il Paese ha vissuto l'ennesimo stravolgimento politico: nel 1920 sale al potere, dopo mesi di guerra civile, un regime del tutto opposto, di forte impronta reazionaria e nazionalista, che, col passare degli anni, manifesta simpatie sempre più evidenti per il fascismo di Mussolini. E' cosa importante da dire, perché, contemporaneamente, da un punto di vista artistico, la comunità di Gödöllő non muore; ne prende in mano le redini Sándor Nagy (la figura artisticamente prominente dopo la scomparsa di Körösfõi-Kriesch); nello stesso anno viene fondata a Gödöllő la Cennini Társaság (Cennini Society): la scelta del nome è programmatica. Nagy si dedica da un lato alla professione artistica, dall'altro all'insegnamento presso l'Accademia di belle arti a Budapest. Lo studio di Cennini viene operato sull'edizione tedesca (presumo su quella di Verkade del 1916, che, anche spiritualmente, mi pare affine agli artisti di Gödöllő). Tutte queste informazioni sono tratte dal sito http://www.art-nouveau.hu/. Ora, diciamocelo chiaramente: è impossibile che Nagy (che morì nel 1950) potesse esercitare l'insegnamento e la professione in un ruolo così rilevante se non aderendo idealmente alla politica nazionalista del regime filofascista ungherese.
Torniamo all'introduzione del nosto libro misterioso. Lo scrivente fa presente che lo studio e le tecniche artistiche di Cennini non trovarono pieno successo perché la versione tedesca su cui si studiava non era completa. Lui (o lei) si è recato a Roma (più di vent'anni prima) ed è entrato in possesso della copia più completa del trattato cenniniano (presumo l'edizione Simi del 1913 o una sua ristampa del 1933 o del 1943). Io non ho la più pallida idea di quando tutto ciò venga scritto. Fors'anche nel 1988 (ma sono convinto molto prima). Certo è che secondo me tirar fuori il nome di Nagy sotto un regime comunista non doveva essere particolarmente comodo. E quindi le ipotesi sull'edizione privata sono due: a) che si sia trattato proprio di un esempio di self-publishing (possibilissimo) o b) che l'edizione fosse semiclandestina (un cosiddetto "samizdat", tipico del dissenso nei paesi dell’Est).
Naturalmente le mie sono tutte congetture. Pregherei chiunque avesse maggiori notizie di volermele fornire. Provvederò senz'altro ad aggiungere o a correggere.
P.S. Un'ultimissima osservazione sulla copertina del libro: semplicissima, probabilmente realizzata in economia, ma con un fregio che ricorda molto il liberty. Non credo sia un caso
ALL THE POSTS IN THE CENNINI'S SERIES
Giovanni Mazzaferro. Cennino Cennini e il "Libro dell'arte": censimento delle edizioni a stampa. Parte prima: dal 1821 al 1900. Bologna, dicembre 2013
Giovanni Mazzaferro. Cennino Cennini e il "Libro dell'arte": censimento delle edizioni a stampa. Parte seconda: dal 1901 al 1950. Bologna, dicembre 2013
Giovanni Mazzaferro. Cennino Cennini e il "Libro dell'arte": censimento delle edizioni a stampa. Parte terza: dal 1951 ad oggi. Bologna, dicembre 2013
Mark Clarke. Pentimenti: riflessioni di D.V. Thompson sulla sua traduzione di Cennini
Francesco Mazzaferro. Cennino and Stalin's 'Neo-renaissance': the Russian Translation of the "Book of the Art" (1933)
Francesco Mazzaferro. Cennino Cennini tra Europa e Giappone, e perché il tentativo fallito di Tsune Nakamura di tradurre il Libro dell'Arte, dopo tutto, non è stato inutile
Francesco Mazzaferro. Cennino Cennini in 1924 Poland: the Journal 'Sztuka i Artysta' Between Theory of Art and Commercial Promotion
Francesco Mazzaferro. Cennino Cennini in Ungheria: alla ricerca dell'anonimo autore della prima traduzione ungherese
Giovanni Mazzaferro La prima traduzione in lingua spagnola del Libro dell’Arte di Cennino Cennini: un piccolo miracolo italo-argentino
ALL THE POSTS IN THE CENNINI'S SERIES
Giovanni Mazzaferro. Cennino Cennini e il "Libro dell'arte": censimento delle edizioni a stampa. Parte prima: dal 1821 al 1900. Bologna, dicembre 2013
Giovanni Mazzaferro. Cennino Cennini e il "Libro dell'arte": censimento delle edizioni a stampa. Parte seconda: dal 1901 al 1950. Bologna, dicembre 2013
Giovanni Mazzaferro. Cennino Cennini e il "Libro dell'arte": censimento delle edizioni a stampa. Parte terza: dal 1951 ad oggi. Bologna, dicembre 2013
Mark Clarke. Pentimenti: riflessioni di D.V. Thompson sulla sua traduzione di Cennini
Francesco Mazzaferro. Cennino and Stalin's 'Neo-renaissance': the Russian Translation of the "Book of the Art" (1933)
Francesco Mazzaferro. Cennino Cennini tra Europa e Giappone, e perché il tentativo fallito di Tsune Nakamura di tradurre il Libro dell'Arte, dopo tutto, non è stato inutile
Francesco Mazzaferro. Cennino Cennini in 1924 Poland: the Journal 'Sztuka i Artysta' Between Theory of Art and Commercial Promotion
Francesco Mazzaferro. Cennino Cennini in Ungheria: alla ricerca dell'anonimo autore della prima traduzione ungherese
Giovanni Mazzaferro La prima traduzione in lingua spagnola del Libro dell’Arte di Cennino Cennini: un piccolo miracolo italo-argentino
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento