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mercoledì 4 dicembre 2013

Samuel van Hoogstraten; Introduction à la haute école de l’art de peinture; Librairie Droz S.A., 2006



Samuel van Hoogstraten
Introduction à la haute école de l'art de peinture

A cura di Jan Blanc

Librairie Droz S.A. 2006
Isbn 2-600-01068-8

Samuel van Hoogstraten, Autoritratto, 1647 circa, Hermitage, San Pietroburgo
Fonte: Wikimedia Commons

[1] Nel Libro IX (La teoria artistica dei secoli XVII e XVIII), capitolo III (La teoria artistica del barocco delle altre regioni – rispetto a Italia e Francia -) della sua Letteratura artistica, lo Schlosser scrive (p. 641): “Assai sobri nelle loro manifestazioni sono invece i Paesi Bassi (e in particolare l’Olanda), la terra cioè che aveva sviluppato un’arte assolutamente originale e unica nel suo genere, che apre e prepara l’opera dei moderni. Il grande poema didascalico di Samuel van Hoogstraten di Dordrecht (1641), scolaro del Rembrandt, ce lo rivela quale un retore di impronta classicista e romanza, che lo fa apparire sostanzialmente affine all’accademico vallone Gérard de Lairesse, il cui Schilderboeck raggiunse una larghissima diffusione. Poco o nulla di nuovo ci dicono questi rappresentanti della teoria ufficiale. Molto vivamente sentiamo la mancanza delle manifestazioni dirette degli artisti di questo ambiente, che nella loro estrema sobrietà, - si pensi alle poche lettere di Rembrandt – si staccano così nettamente dall’abbondanza propria non solo dei meridionali, ma anche di un Rubens. Questi artisti dipingevano diligentemente nei loro studii, ma non parlavano ed erano mille miglia lontani dalle aspirazioni letterarie. La poco loquace Olanda ammutolisce quasi, nel Settecento, colla sua arte, per piombare poi nel più completo silenzio.” Ora, è pur sempre vero, come scrive Schlosser già nella dedica dell’opera a Karl Vossler, che La letteratura artistica ha per centro essenzialmente l’Italia, “di cui soltanto volevo dapprima occuparmi”; ma il giudizio espresso sui Paesi Bassi, pur non privo di una qualche verità di fondo, appare palesemente insoddisfacente e frettoloso. Che sia frettoloso lo dimostrano proprio le poche parole dedicate al lavoro di van Hoogstraten: passi ancora il fatto che non si tratta in assoluto di un poema (ma di opera al cui interno appaiono anche composizioni poetiche), ma non si può tacere che citare un’edizione del 1641 costituisce un infortunio clamoroso. Van Hoogstraten (1627-1678) avrebbe in tal modo pubblicato l’Inleyding tot de hooge schoole der schilderkonst a quattordici anni. L’autorevolezza unanimemente riconosciuta allo Schlosser (va pur detto che i suoi errori si contano sulle dita delle mani) ha poi fatto sì che l’equivoco si sia sovente perpetuato nel tempo. 

Samuel von Hoogstraten, Natura morta, 1664, Pinacoteca di Dordrecht
Fonte: Wikimedia Commons

[2] La prima traduzione dal neerlandese in francese dell’Inleyding (ad opera e cura di Jan Blanc) ci permette dunque di fare chiarezza su molti aspetti della vita prima e dell’opera poi di Samuel van Hoogstraten. Samuel fu figlio d’arte, e fu avviato precocemente alla professione dal padre Dirck. Negli anni della sua formazione artistica ha senza dubbio un peso fondamentale il periodo trascorso presso l’atelier di Rembrandt (1642-1647). La carriera artistica di Samuel sembra tutto sommato felice, posto che gli permette di viaggiare a Vienna, in Italia e a Londra ed è ricca di soddisfazioni personali e (aspetto non secondario) economiche. Van Hoogstraten torna alla natia Dordrecht solo nel 1671 e dedica gli ultimi anni della sua esistenza alla compilazione dell’Inleyding. L’opera viene pubblicata nel 1678 (pochi mesi prima della morte) a Rotterdam, per i tipi dell’editore François van Hoogstraten (ovvero del fratello) e, va detto, non è certo assistita da particolare successo, posto che a quella del 1678 non faranno seguito altre edizioni, fino alla presente, curata da Blanc.


Samuel van Hoogstraten, Veduta di un corridoio, 1662, National Trust, Dirham Park
Fonte: Wikimedia Commons


[3] Il titolo completo (tradotto in francese) del lavoro di van Hoogstraten è il seguente: Introduction à la haute école de l’art de peinture ou le monde visible, divisée en neuf classes, chacune dirigée par une des Muses, tres nécessaire, pour l’enseignement à toux ceux qui pratiquent cet art noble, libre et haut, à ceux qui cherchent à l’apprendre avec diligence ou à ceux qui l’aiment quelque peu décrite par Samuel van Hoogstraten. Il riferimento al “mondo visibile” assume un suo significato se si tiene conto che – come segnalato dall’autore all’interno dell’opera e come riferito da Arnold Houbraken, che ne fu autore e biografo – all’Inleyding doveva aggiungersi un secondo lavoro, che doveva occuparsi del “mondo invisibile” (sul contenuto, solo presunto, del “mondo invisibile” si vedano le pp. 20-21). 


Samuel van Hoogstraten, La donna anemica, 1667 circa, Rijksmuseum Amsterdam
Fonte: Wikimedia Commons

[4] “L’Inleyding est constitué de deux parties principales: une partie introductive, constituée d’un commentaire du frontispice principal de l’ouvrage, d’une dédicace adressée aux bourgmestres de Dordrecht, d’une serie de poèmes d’éloge... et d’une préface; et le texte à proprement parler, divisé en neuf livres successivement patronnés par le Muses Euterpe (I), Polymnie (II), Clio (III), Erato (IV), Thalie (V), Terpsichore (VI), Melpomène (VII), Calliope (VIII) et Uranie (IX). Une table des matières exhaustive et des errata complètent le volume” (p. 39). Non è interesse dell’autore proporre medaglioni biografici sui grandi maestri dei Paesi Bassi, sull’esempio di Vasari, ma piuttosto dar corpo a un progetto che da un lato costituisca momento di riflessione teorica sull’arte della pittura e dall’altro informi – anche a fini didascalici – sulle tecniche dell’operare artistico (e in questo si sente l'influenza di Van Mander); il tutto in una prospettiva volta a tutelare la posizione sociale dell’artista, palesando il rischio che il suo lavoro possa essere svilito al livello delle arti meccaniche. “... chaque livre de l’Inleyding est divisé en une dizaine de chapitres, parfois précédés par une courte introduction. Dans le livre premier, dédié à Euterpe, Van Hoogstraten justifie son ouvrage, explique comment il est possible de reconnaître chez une jeune garçon les capacités d’un futur peintre, et aborde la question du dessin. Au livre II de Polymnie, le théoricien traite des problèmes de l’anatomie ainsi que de la répresentation du corps humain – en particulier des proportions et du portrait. Le livre III de Clio et le livre IV d’Erato sont consacrés à la rèvue des différents genres de la peinture, et en particulier de l’histoire, que Van Hoogstraten érige au sommet de la peinture, en tant qu’art universel, et auquel il impose un certain nombre de règles et de principes. Dans le livre V de Thalie, il est question de composition, au livre VI de Terpsichore, de couleur et de coloris, au livre VII de Melpomène d’ombres et de lumières ainsi que de perspective. Le livre VIII de Calliope voit Van Hoogstraten revenir sur certains points qu’il avait laissés en suspens regardant la peinture d’histoire et réfléchir sur la problématique de la beauté et de sa détermination par des règles. Enfin, le livre IX est consacré à un inventaire des peintures, de leurs formes et de leurs usages, ainsi qu’à une présentation des motivations de l’artiste” (p. 42).


Samuel van Hoogstraten, Uomo alla finestra, 1653, Kunsthistorisches Museum Vienna
Fonte: Wikimedia Commons

[5] All’interno del volume è reperibile un fascicolo di 16 pagine di errata corrige, dal momento che “lors de l’impression, les lignes se trouvant avant et après les illustrations des pages 399, 409, 410 et 412 ont malencontreusement disparu. L’intégralité du texte est restitué dans le présent cahier [n.d.r. che riproduce le pagine dalla 399 alla 412], à conserver encarté dans le volume.”

[6] Sempre assieme al libro è conservata la recensione che Alexis Merle du Bourg ha pubblicato il 7 dicembre 2006 sul sito www.latribunedelart.fr: un testo non particolarmente generoso né nei confronti dell’opera di Van Hoogstraten né riguardo al lavoro del curatore della presente edizione. Lo potete leggere qui.

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