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lunedì 2 dicembre 2013

Roger de Piles. Cours de peinture par principes. Gallimard 1989



Roger de Piles
Cours de peinture par principes

Gallimard, 1999


Il frontespizio del Cours de peinture par principes di Roger de Piles
Fonte http://search.getty.edu/gateway/search?q=&cat=type&types=%22Prints%22&rows=50&srt=d&dir=s&dsp=0&img=0&pg=32


N.B. Su Rogier de Piles si veda in questo blog anche: Roger de Piles, Dialogo sul colorito. A cura di Giovanna Perini Folesani e Sandra Costa. Traduzione italiana di Monique Gabellini. Parte prima e parte seconda.

[1] Testo della quarta di copertina: 

“Roger de Piles est né en 1635 à Clamecy. Peintre, écrivain d’art et diplomate, il a soutenu l’ecole de Rubens dans la grande querelle qui a opposé les tenants de la couleur aux «poussinistes», partisans du dessin.

Le Cours de peinture par principes (1708) a été publié par Roger de Piles un an avant sa mort. Il constitue un résumé de la doctrine artistique du XVII siècle et a modifié la façon de regarder la peinture, en privilégiant le plaisir du connaisseur. 

Ce texte fondamental est indispensable à la compréhension des théories qui se sont succeédeé jusq'à la naissance de l'art moderne."


Peter Paul Rubens, La Sacra Famiglia, 1630. Madrid, Museo del Prado

[2] Uno degli aspetti più noti di quest’opera è la famigerata Balance des Peintres (pp. 236-241), che godette di grande celebrità negli ambienti eruditi dell’epoca. La Balance non è altro che un tentativo di stilare una classifica, secondo criteri “oggettivi” (composizione, disegno, colore, espressione), fra artisti di varie scuole. Articolato, in merito, il giudizio dello Schlosser, che si guarda bene dal giudicare in maniera grezza la proposta di Roger de Piles: “La attenzione e la celebrità che l’hanno circondata ci impedisce senz’altro di vedere in essa null’altro che un giuoco ozioso...” (La letteratura artistica, p. 699). “Già di per sé è caratteristica la scelta degli artisti, che vengono esaminati e censurati intus e in cute. In prevalenza sono rappresentanti delle tre o quattro grandi scuole italiane del secolo XVI e XVII; il Quattrocento vi figura, oltre che col Perugino, solo col Giambellino che ne esce abbastanza mal conciato. Dei Fiamminghi sono ammessi il Rubens, il Van Dyck, il Jordaens, O. Venius, il Pourbus e il Teniers; degli olandesi solo Rembrandt, oltre a Luca di Leida... Dei Tedeschi appaiono solo Dürer e lo Holbein; dei Francesi i quattro classici Poussin, Le Brun, Le Sueur e Bordon. Gli Spagnuoli sono anche qui evidentemente bocciati” (ivi, pp. 699-700). 


Nicolas Poussin, Martirio di S. Erasmo, Roma, Pinacoteca Vaticana

[3] La classifica che ne risulta pone in cima Raffaello e Rubens (con 65 p.), seguiti dai Carracci (58), Le Brun e il Domenichino (56), Poussin (53), Tiziano (51), Rembrandt (50) etc... “Non dobbiamo meravigliarci che in ciò siano molti arbitrii e disuguaglianze; il complesso della cosa è pur sempre un riflesso del tempo e il valore ne è in relazione a tale sua qualità” (ivi, p. 702). 


Charles Le Brun, La caduta degli angeli ribelli. Digionr, Museo delle Belle Arti

[4] Ecco la classifica. De Piles opera molto semplicemente: attribuisce un voto da 0 (il minimo) a 20 (la perfezione) ad ogni artista per ciò che riguarda Composizione, Disegno, Colore ed Espressione. Nella lista trovate il nome di ogni pittore, il punteggio totale e (fra parentesi) i quattro voti attribuiti, appunto nell'ordine, a Composizione, Disegno, Colore ed Espressione.

1) Raffaello 65 (17; 18; 12, 18)
1) Rubens 65 (18; 13; 17; 17);
3) I Carracci (tutti insieme) 58 (15; 17; 13; 13);
3) Domenichino 58 (15; 17; 9; 17);
5) Charles Le Brun 56 (16; 16; 8; 16);
6) Van Dick 55 (15; 10; 17; 13);
6) Vanius 55 (15; 15; 12; 13);
8) Correggio 53 (13; 13; 15; 12);
8) Poussin 53 (15; 17; 6; 15);
10) Tiziano 51 (12; 15; 18; 6);
11) Rembrandt 50 (15; 6; 17; 12);
12) Giulio Romano 49 (15; 16; 4; 14);
12) Leonardo 49 (15; 16; 4; 14);
12) Le Sueur 49 (15; 15; 4; 15);
12) Tintoretto 49 (15; 14; 16; 4);
16) Pietro da Cortona 48 (16; 14; 12; 6);
17) Otto van Veen 47 (13; 14; 10; 10);
18) Primaticcio 46 (15; 14; 7; 10);
18) David Teniers 46 (15; 12; 13; 6);
18) Taddeo Zuccari 46 (13; 14; 10; 9);
21) Andrea del Sarto 45 (12; 16; 9; 8);
21) Barocci 45 (14; 15; 6; 10);
23) Albani 44 (14; 14; 10; 6);
23) Sebastiano del Piombo 44 (8; 13; 16; 7);
23) Paolo Veronese 44 (15; 10; 16; 3);
23) Perin del Vaga 44 (15; 16; 7; 6);
23) Pordenone 44 (8; 14; 17; 5);
23) Francesco Salviati 44 (13; 15; 8; 8);
29) Guercino 42 (18; 10; 10; 4);
29) Lanfranco 42 (14; 13: 10; 5);
31) Polidoro da Caravaggio 42 (10; 17; s.v.; 15);
32) van Diepenbeck 41 (11; 10; 14; 6);
32) Palma il Giovane 41 (12; 9; 14; 6);
34) Daniele da Volterra 40 (12; 15; 5; 8);
34) Jacob Jordaens 40 (10; 8; 16; 6);
34) Lucas Jordaens 40 (13; 12; 9; 6);
37) Giorgione 39 (8; 9; 18; 4);
37) Federico Zuccari 39 (10; 13; 8; 8);
39) Holbein 38 (9; 10; 16; 3);
40) Giovanni da Udine 37 (10; 8; 16; 3);
40) Parmigianino 37 (10; 15; 6; 6);
42) Dürer 36 (8; 10; 10; 8);
43) Guido Reni 34 (s.v.; 13; 9; 12);
44) Murillo 33 (6; 8; 15; 4)
45) Pietro Testa 32 (11; 15; 0; 6);
46) Jacopo Bassano 31 (6; 8; 17; 0);
46) Pourbus 31 (4; 15; 6; 6);
48) Bourdon 30 (10; 8; 8; 4);
48) Perugino 30 (4; 12; 10, 4);
50) Michelangelo 29 (8; 17; 4; 0)
51) Caravaggio 28 (6; 6; 16; 0);
52) Cavalier d'Arpino 27 (10; 10; 6; 1)
52) Palma il Vecchio 27( 5; 6; 16; 0)
54) Giovanni Bellini 24 (4; 6; 14; 0);
54) Lucas van Leyden 24 (8; 6; 6; 4);
56) Francesco Penni 23 (0; 15; 8; 0).

[5] Quali furono le conseguenze immediate della Balance? Innanzi tutto si scatenò una nuova moda, ovvero quella di polemizzare sugli esclusi e sui punteggi attribuiti a questo o quell'artista. Intendiamoci: le posizioni di de Piles non erano provocatorie. Se Michelangelo compare al 50simo posto e Caravaggio al 51simo è perché il gusto dell'epoca era quello; piuttosto la discussione era fra rubenisti e poussinisti (ma non andiamo oltre). Vista con occhi moderni tuttavia, la Balance ha due grandi effetti:

a) esprime ed orienta il gusto dell'epoca;
b) influenza il collezionismo del pubblico. 

E' appena evidente che il collezionista, normalmente nobile, ma non sempre colto, nel momento di operare o meno un investimento su questo o quel pittore fa riferimento alla classifica di de Piles. Sostiene lo Schlosser in altro punto della sua Letteratura artistica (p. 633) a proposito di De Piles: “Con lui appare un nuovo tipo, che avrà la massima importanza in avvenire: l’amatore in funzione di conoscitore e di critico, il cui giudizio è reso più sicuro dall’attività di raccoglitore...”.

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