Il diario del viaggio in Spagna del cardinale Francesco Barberini scritto da Cassiano dal Pozzo
Ediciones Doce Calles, 2005
Isbn 84-9744-051-5
[1]
L’opera è pubblicata da editore spagnolo, ma è interamente scritta in italiano.
[2]
Testo della quarta di copertina:
“Il
diario del viaggio in Spagna del cardinale Francesco Barberini (1626), scritto
dal celebre erudito, mecenate e collezionista Cassiano dal Pozzo, conservato
nella Biblioteca Apostolica Vaticana, di cui finora erano stati pubblicati solo
brevi stralci, costituisce un importantissimo documento per la storia della
cultura ed in particolare per la storia dell’arte. Cassiano nel 1622 era
entrato a far parte dell’Accademia dei Lincei, ed è con spirito proprio ai
lincei, che ponevano tra i fondamenti della nuova scienza l’osservazione per
arrivare ad una conoscenza e comprensione del mondo sempre più vasta – guardare
per capire – che egli scrive il diario, soffermandosi sugli usi e costumi dei
luoghi visitati, ovvero sul cerimoniale, i giochi, la cucina, le danze, il
teatro, le feste, l’abbigliamento. Ci descrive inoltre con icastici ritratti
molti dei personaggi incontrati, si sofferma sulla flora e la fauna, sul modo
di pescare e cacciare, sugli usi nuziali e funerari ovvero su una molteplicità
di aspetti che rendono il diario una vera e propria memoria antropologica.
Particolare
attenzione e spazio viene riservato all’aspetto artistico con lunghe ed
accurate descrizioni di dipinti, sculture, arazzi, chiese, monasteri, palazzi e
ville, dandoci sempre testimonianze interessanti e talvolta preziosissime per
ricostruire l’aspetto di un luogo o di un edificio, l’originaria collocazione
di un’opera, l’allestimento e decorazione di un ambiente, la conformazione di
una collezione.
È
importante sottolineare che il testo non parla solo della Spagna, circa un
terzo è dedicato all’Italia, in particolare a Firenze ma vi sono lunghe
descrizioni anche di Genova, Arezzo, Perugia, Assisi, Spoleto, Foligno e
notazioni su altri centri italiani.
Non
mancano inoltre notazioni ironiche e spiritose tali da rendere il diario un
testo di piacevole lettura.
Oltre
alla trascrizione integrale del testo, la presente edizione è corredata di un
saggio introduttivo, di un apparato critico di note e di indici finali, che si
spera forniscano al lettore utili strumenti per usufruire pienamente di quella
che si può veramente definire una fonte importantissima e di straordinaria
ricchezza per la storia del Seicento europeo.”
![]() |
| Tiziano Vecellio, Diana e Atteone, 1556-1559, Edinburgo, National Gallery |
[3]
Il viaggio del cardinale Francesco Barberini si inquadra nel tentativo papale
di arrivare ad una soluzione diplomatica della contesa militare e politica fra
Francia e Spagna per la Valtellina (si vedano in merito le pp. XXIX-XXXII). Va
peraltro detto che la missione del Barberini si risolse in un nulla di fatto.
Il cardinale si recò prima in Francia (nel 1625) e poi in Spagna (nel 1626). In
entrambi i casi fra coloro che lo seguirono vi fu l’erudito Cassiano dal Pozzo
che ci ha lasciato due diari dei viaggi, oggi conservati presso la Biblioteca
Apostolica Vaticana. La segnatura del viaggio spagnolo è Barb. Lat. 5689. Il
diario viene oggi pubblicato integralmente per la prima volta. Il resoconto di
Cassiano va dal 30 gennaio al 27 ottobre 1626 (con un’appendice riferita al
maggio 1627). Alessandra Anselmi fa comunque presente che il manoscritto trascritto
non è l’originale di Cassiano dal Pozzo: “si tratta di una copia antica quasi
certamente non coeva (o comunque da lui non rivista), infatti, le difficoltà
che talvolta mostra il copista nell’interpretazione delle parole indicano che
la trascrizione dall’originale venne certamente effettuata in assenza
dell’autore” (p. XVIII).
![]() |
| Tiziano Vecellio, Ritratto di Carlo V con il cane, 1533, Museo del Prado |
[4]
Non vi è dubbio che la descrizione di monumenti e opere d’arte siano gli
elementi che più interessano a chi si interessa di fonti. Si ha l’impressione
che le parole di Cassiano vadano ancora sottoposte a un vaglio più minuzioso,
ma va detto che la messe di informazioni fornite è notevole, e non solo
relativamente alla Spagna, ma anche a quelle città italiane che il cardinale
toccò nel corso del suo lungo viaggio, Firenze fra tutte. In ambito spagnolo
c’è solo l’imbarazzo della scelta: nella sua introduzione l’Anselmi cita ad
esempio le descrizioni delle chiese di Madrid, del duomo di Barcellona e del
palazzo arcivescovile di Valencia (p. XLIV), ma è chiaro che il “pezzo forte”
consiste nel resoconto del ciclo pittorico dipinto da Tiziano nel salón
nuevo dell’Alcázar, ovvero il palazzo reale di Madrid (si vedano le parole
dell’Anselmi da p. XLVII in poi).
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| Tiziano Vecellio, La Religione soccorsa dalla Spagna, 15722-1575, Madrid, Museo del Prado |
[5]
Resta da dire che il manoscritto Barb. Lat. 5688 (ovvero il resoconto del
viaggio in Francia risalente al 1625) non è stato ancora integralmente
pubblicato. Francesco Solinas ne aveva annunciato nel 1992 un’edizione critica
a cura sua e di Cecilia Bartoli (Francesco Solinas, Portare Roma a Parigi.
Mecenati, artisti ed eruditi nella migrazione culturale in Documentary
Culture: Florence and Rome from Grand-Duke Ferdinand I to Pope Alexander VII;
in particolare p. 235 n. 20), edizione critica che non ha poi visto la luce.
Fino ad oggi ci si è limitati a pubblicare degli stralci, con particolare
riferimento alle impressioni di Cassiano sui dipinti di Leonardo da Vinci
presenti in territorio francese (i giudizi sulla Gioconda e sul San
Giovanni nel deserto sono riportati, ad esempio, in Mauro Pavesi, Cassiano
dal Pozzo, Nicolas Poussin e la prima edizione a stampa del «Trattato della
Pittura» di Leonardo tra Roma, Milano e Parigi in Tracce di letteratura
artistica in Lombardia; nello specifico p. 106 n. 26).
[7] Nel 2007 lo stesso editore ha pubblicato l'edizione in spagnolo.




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