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sabato 7 dicembre 2013

Alessandra Anselmi. Il diario del viaggio in Spagna del cardinale Francesco Barberini scritto da Cassiano dal Pozzo. Ediciones Doce Calles, 2005


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Alessandra Anselmi
Il diario del viaggio in Spagna del cardinale Francesco Barberini scritto da Cassiano dal Pozzo

Ediciones Doce Calles, 2005
Isbn 84-9744-051-5



Tiziano Vecellio, Carlo V alla battaglia di Mulberg, 1548, Madrid, Museo del Prado



[1] L’opera è pubblicata da editore spagnolo, ma è interamente scritta in italiano.

[2] Testo della quarta di copertina:

“Il diario del viaggio in Spagna del cardinale Francesco Barberini (1626), scritto dal celebre erudito, mecenate e collezionista Cassiano dal Pozzo, conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana, di cui finora erano stati pubblicati solo brevi stralci, costituisce un importantissimo documento per la storia della cultura ed in particolare per la storia dell’arte. Cassiano nel 1622 era entrato a far parte dell’Accademia dei Lincei, ed è con spirito proprio ai lincei, che ponevano tra i fondamenti della nuova scienza l’osservazione per arrivare ad una conoscenza e comprensione del mondo sempre più vasta – guardare per capire – che egli scrive il diario, soffermandosi sugli usi e costumi dei luoghi visitati, ovvero sul cerimoniale, i giochi, la cucina, le danze, il teatro, le feste, l’abbigliamento. Ci descrive inoltre con icastici ritratti molti dei personaggi incontrati, si sofferma sulla flora e la fauna, sul modo di pescare e cacciare, sugli usi nuziali e funerari ovvero su una molteplicità di aspetti che rendono il diario una vera e propria memoria antropologica.

Particolare attenzione e spazio viene riservato all’aspetto artistico con lunghe ed accurate descrizioni di dipinti, sculture, arazzi, chiese, monasteri, palazzi e ville, dandoci sempre testimonianze interessanti e talvolta preziosissime per ricostruire l’aspetto di un luogo o di un edificio, l’originaria collocazione di un’opera, l’allestimento e decorazione di un ambiente, la conformazione di una collezione.

È importante sottolineare che il testo non parla solo della Spagna, circa un terzo è dedicato all’Italia, in particolare a Firenze ma vi sono lunghe descrizioni anche di Genova, Arezzo, Perugia, Assisi, Spoleto, Foligno e notazioni su altri centri italiani.

Non mancano inoltre notazioni ironiche e spiritose tali da rendere il diario un testo di piacevole lettura.

Oltre alla trascrizione integrale del testo, la presente edizione è corredata di un saggio introduttivo, di un apparato critico di note e di indici finali, che si spera forniscano al lettore utili strumenti per usufruire pienamente di quella che si può veramente definire una fonte importantissima e di straordinaria ricchezza per la storia del Seicento europeo.”



Tiziano Vecellio, Diana e Atteone, 1556-1559, Edinburgo, National Gallery

[3] Il viaggio del cardinale Francesco Barberini si inquadra nel tentativo papale di arrivare ad una soluzione diplomatica della contesa militare e politica fra Francia e Spagna per la Valtellina (si vedano in merito le pp. XXIX-XXXII). Va peraltro detto che la missione del Barberini si risolse in un nulla di fatto. Il cardinale si recò prima in Francia (nel 1625) e poi in Spagna (nel 1626). In entrambi i casi fra coloro che lo seguirono vi fu l’erudito Cassiano dal Pozzo che ci ha lasciato due diari dei viaggi, oggi conservati presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. La segnatura del viaggio spagnolo è Barb. Lat. 5689. Il diario viene oggi pubblicato integralmente per la prima volta. Il resoconto di Cassiano va dal 30 gennaio al 27 ottobre 1626 (con un’appendice riferita al maggio 1627). Alessandra Anselmi fa comunque presente che il manoscritto trascritto non è l’originale di Cassiano dal Pozzo: “si tratta di una copia antica quasi certamente non coeva (o comunque da lui non rivista), infatti, le difficoltà che talvolta mostra il copista nell’interpretazione delle parole indicano che la trascrizione dall’originale venne certamente effettuata in assenza dell’autore” (p. XVIII).



Tiziano Vecellio, Ritratto di Carlo V con il cane, 1533, Museo del Prado


[4] Non vi è dubbio che la descrizione di monumenti e opere d’arte siano gli elementi che più interessano a chi si interessa di fonti. Si ha l’impressione che le parole di Cassiano vadano ancora sottoposte a un vaglio più minuzioso, ma va detto che la messe di informazioni fornite è notevole, e non solo relativamente alla Spagna, ma anche a quelle città italiane che il cardinale toccò nel corso del suo lungo viaggio, Firenze fra tutte. In ambito spagnolo c’è solo l’imbarazzo della scelta: nella sua introduzione l’Anselmi cita ad esempio le descrizioni delle chiese di Madrid, del duomo di Barcellona e del palazzo arcivescovile di Valencia (p. XLIV), ma è chiaro che il “pezzo forte” consiste nel resoconto del ciclo pittorico dipinto da Tiziano nel salón nuevo dell’Alcázar, ovvero il palazzo reale di Madrid (si vedano le parole dell’Anselmi da p. XLVII in poi).



Tiziano Vecellio, La Religione soccorsa dalla Spagna, 15722-1575, Madrid, Museo del Prado

[5] Resta da dire che il manoscritto Barb. Lat. 5688 (ovvero il resoconto del viaggio in Francia risalente al 1625) non è stato ancora integralmente pubblicato. Francesco Solinas ne aveva annunciato nel 1992 un’edizione critica a cura sua e di Cecilia Bartoli (Francesco Solinas, Portare Roma a Parigi. Mecenati, artisti ed eruditi nella migrazione culturale in Documentary Culture: Florence and Rome from Grand-Duke Ferdinand I to Pope Alexander VII; in particolare p. 235 n. 20), edizione critica che non ha poi visto la luce. Fino ad oggi ci si è limitati a pubblicare degli stralci, con particolare riferimento alle impressioni di Cassiano sui dipinti di Leonardo da Vinci presenti in territorio francese (i giudizi sulla Gioconda e sul San Giovanni nel deserto sono riportati, ad esempio, in Mauro Pavesi, Cassiano dal Pozzo, Nicolas Poussin e la prima edizione a stampa del «Trattato della Pittura» di Leonardo tra Roma, Milano e Parigi in Tracce di letteratura artistica in Lombardia; nello specifico p. 106 n. 26).

[6] Su Cassiano dal Pozzo collezionista si veda Donatella L. Sparti, Le collezioni dal Pozzo. Storia di una famiglia e del suo museo nella Roma seicentesca.

[7] Nel 2007 lo stesso editore ha pubblicato l'edizione in spagnolo.

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