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martedì 17 dicembre 2013

Re-Reading Leonardo. The Treatise on Painting across Europe, 1550-1900 PARTE 16

Panagiotis Doxaras. Sacra famiglia


Chrysa Damianaki
The Translation and Critical Fortuna of Leonardo’s Trattato in Greece and the Balkans: the Manuscript Translations of Panagiotis Doxaras

in

Re-Reading Leonardo. The Treatise on Painting across Europe, 1550-1900
Edited and introduced by Claire Farago


e inoltre
Chrysa Damianaki
Translation and Critical Reception of Leonardo da Vinci’s Trattato della Pittura in Greece
The Manuscript Translations of Panagiotis Doxaras


Prefazione di Claire Farago
Vecchiarelli editore, 2003
88-8247-143-8


Chrysa Damaniaki fa parte del gruppo di lavoro che si è occupato di studiare gli influssi del Trattato della Pittura di Leonardo in Europa. Il suo saggio è stato pubblicato nell'ambito di Re-Reading Leonardo, ma in realtà, un paio d'anni prima che uscisse l'opera collettanea, la Damianaki aveva pubblicato un volume con Vecchiarelli editore esattamente sullo stesso argomento. Contemporaneamente aveva pubblicato anche l'edizione in facsimile del manoscritto di Panagiotis Doxaras con la traduzione in greco del Trattato leonardesco. Le note che trovate qui sotto sono riferite al volume della Vecchiarelli; il saggio su Re-Reading Leonardo ne è un ampio sunto, sia pure con bibliografia aggiornata.

[1] L’opera è scritta in lingua inglese. 

[2] I manoscritti citati nel sottotitolo sono due: il primo è conservato presso la Biblioteca Marciana di Venezia (Codice Marciano Graec. IV, 50), il secondo (datato 1724) nella Biblioteca Nazionale di Atene con segnatura ms. 1825. L’autrice ha curato la ristampa anastatica di quest’ultimo, Per una descrizione dei contenuti dello stesso si rimanda alle note apposte in quell’occasione. 

[3] Qui si preferisce presentare alcuni spunti di riflessione che emergono dallo scritto della Damianaki, non prima di avere sottolineato che se ne potrebbero trovare molti altri, posta la ricchezza delle argomentazioni:
  • la Techne Zographías (il manoscritto di Doxaras) non è una mera traduzione del Trattato della Pittura di Leonardo, ma risulta dall’assemblaggio di una serie di testi, alcuni tradotti, altri di pugno di Doxaras, che rispondono ad un preciso strumento didattico: quello del mathematario. “These were the common books used in Greek schools throughout the seventeenth and eighteenth centuries and their sources varied widely for pedagogical reasons. Thus, text of ancient Greek philosophers were presented side by side with sermons of the Fathers of the Orthodox Church for the moral benefit of students... In the light of these thoughts we may assume that Doxaras, far from being a dispenser of learned Italian recipes, envisaged the creation of an artistic mathematario that would contribute to art education in Greece both on a theoretical and on a practical level, without neglecting the moral aspects” (pp. 23-24); quella di Doxaras apre la strada, nell’Eptaneso, ad una serie di traduzioni in greco di scritti artistici italiani. Non è un caso, posto che siamo in un’area particolarmente ricettiva rispetto alla cultura italiana e veneta in particolare. L’autrice, grazie alle proprie ricerche, è in grado di documentare almeno due casi: “The first in an eighteenth century manuscript translation of Biringuccio Vannoccio’s treatise De la Pirotechnia (Venice, 1540) done by the Principal of the Guild of Goldsmiths in Corfu, Vicentios Scordelis... The second treatise is Adamo’s Chiusole Precetti della pittura (Vicenza, 1781), translated into Greek by the painter Nicolaos Vyscontis of Zakynthos in 1820... This work fully demonstrates that in the early nineteenth century the style and aesthetic ideas of Leonardo and also of Mannerist and Baroque painters still flourished in the Ionian islands” (pp. 51-52); 
  • nel suo Europeanisation on paper Emmanuel Moutafov analizza i trattati di Dionisio da Furnà e di Doxaras, mettendone in evidenza i diversi accenti pur nella sostanziale contemporaneità delle stesure. Damianaki ritiene che non sia da escludere che i due si conoscessero; e anche se così non fosse stato, che Dionisio abbia composto la sua Ermeneutica della pittura avendo ben presente lo scritto di Doxaras. Così come Doxaras scrive per avviare le giovani generazioni al gusto occidentale, “Dionysios deliberately wrote with fervour on Byzantine art so as to convince young artists that Byzantine painting was superior both formally and spiritually to the Italianized art employed in the Ionian islands. In my view, this may will indicate that he is defending an embattled cause. Diplomatically, however, he does not mention the name of his opponent” (p. 66); 
  • infine, l’autrice non è del tutto d’accordo con Moutafov laddove quest’ultimo segnala che l’influenza del trattato di Doxaras rimase su un piano teorico e non ebbe conseguenze pratiche sull’arte nei Balcani. Damianaki ritiene che il trattato di Zepharovič lo stia a dimostrare. È sì vero che quest’ultimo lavoro presenta elementi di pittura bizantina tradizionale combinati con aspetti teorici mutuati da Doxaras, ma non vi è dubbio che “Zepharovič’s major concern is not with Byzantine art, but with Italian Renaissance values and skills... The close analogies between the theoretical part of Zepharovič’s treatise and the corresponding section of Doxaras’ manuscript translations are revealing. Even more important in this context, is the influence of Leonardo da Vinci’s ideas on the Slav painter” (pp. 73-74). 
[4] Il lavoro è stato ripubblicato con lo stesso titolo, in versione aggiornata, ma anche ridotta, all’interno di Re-Reading Leonardo. The Treatise on Painting across Europe, 1550-1900, a cura di Claire Farago.

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