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Giovanni Mazzaferro
Un nuovo (e finora sconosciuto) esemplare postillato delle Vite vasariane
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| Lettera di Michelangelo Buonarroti a Giorgio Vasari (particolare) Fonte: http://www.artielettere.it/?p=2089 |
Altri contributi in questo blog su Giorgio Vasari
L’Inventario degli esemplari postillati delle Vite vasariane che ho pubblicato un paio di settimane fa è aperto a ogni contributo. È chiaro che lo scopo ultimo dell’inventario è cercare di usare Internet per scovare e registrare elementi d’informazione altrimenti di difficile reperibilità.
In questo senso non posso che
ringraziare Umberto Pregliasco, titolare della Libreria Antiquaria Pregliasco
di Torino che mi ha scritto lo scorso 17 giugno, segnalandomi di aver
posseduto, decenni fa, un esemplare annotato di una Giuntina. Riporto qui di
seguito le note fornitemi dal Dr. Pregliasco. L’esemplare segnalato sembra
essere di particolare interesse. Viene classificato col numero 18 e
(naturalmente) inserito anche all’interno dell’inventario. Purtroppo il titolare non
ha la minima idea di quando e a chi sia stata venduto.
[Esemplare 18]
Anonimo della Libreria Pregliasco
Anonimo della Libreria Pregliasco
Edizione commentata: Giuntina
Conservato presso: disperso
Riferimenti bibliografici: vedi scheda bibliografica della Libreria
Riferimenti bibliografici: vedi scheda bibliografica della Libreria
Note:
Questo è il testo della scheda (i grassetti sono miei):
“3 parti in 3 vol., in-4, pp.
(56), 530 (parti I-II vol. I); (40), 370, (2) (parte III, vol. II); (84), da
371 a 1012, (4, su 6 in quanto manca l'ultima bianca) (parte III, vol. III);
leg. 700esca p. pelle con riquadro a filetti oro sui piatti, tass. in pelle con
tit. oro ai dorsi, tagli rossi (cerniere abilmente restaurate). Dedica dell'A.
a Cosimo Medici. Titoli entro bordura architettonica con armi dei Medici e
vignetta di Firenze, armi ripetute con vignetta allegorica e motto al v. del
primo tit. ed in fine all'opera, ritratto dell'Autore, 144 ritratti silogr. di
artisti in medaglione (con il ritratto del Vasari ripetuto) e 8 medaglioni
senza ritratto, come sempre.
Provenienza: ex-libris Hon.
Charles Hamilton (c.1704-1786), al tit. annotazione manoscritta coeva
"d'Ap[--] M[--]gini" fiorentino, cui devono essere attribuite
probabilmente anche le interessanti chiose marginali. Si tratta di postille di
notevole importanza, che correggono il testo o aggiungono indicazioni su come e
quando il chiosatore abbia visto le opere d'arte descritte; il che fornisce
preziose informazioni sulla collocazione originaria di alcuni dipinti.
Particolarmente approfonditi risultano inoltre i commenti che fa sul
Brunelleschi (vol. I pp. 318-320) e sul Raimondi in relazione ai suoi rapporti
con Dürer (vol. II pp. 295-303). Tre dei tondi dei ritratti lasciati in bianco
sono stati completati con disegni ad inchiostro di notevole abilità (si vedano
nel primo volume le pp. 193 e 232, nel secondo vol. p. 16), inoltre accanto al
ritratto del Salviati, (vol. III, p. 625) è stato realizzato un disegno in
inchiostro bruno che riprende la fisionomia del pittore fiorentino. Esemplare di
grande fascino, molto marginoso, giacché conserva intatte le bordure dei
frontespizi, che furono concepite troppo grandi in confronto alla giustezza del
testo, e risultano quasi sempre rifilate; con interessanti chiose e pregevoli
disegni di mano coeva.”
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| Ritratto di Charles Hamilton, detto 'The Honourable" Fonte: http://general-southerner.blogspot.it/2013/05/painshill-park-surrey.html |
A partire dalla scheda del
libraio è possibile risalire soltanto a un segmento della vita dell’esemplare. Charles
Hamilton (1704-1786), appartenente alla famiglia dei Conti di Abercorn, è noto
non tanto per essere stato membro del parlamento irlandese dal 1727 al 1760, ma
per essere stato il creatore di una delle tenute più famose d’Inghilterra,
quella di Painshill, nel Surrey. Dalle informazioni
che si rintracciano sull’Internet [1] risulta che Hamilton abbia svolto il
Grand Tour in Italia fra 1725 e 1727 tornandone con una ricca collezione di
antichità. Sembra logico supporre che l’acquisto della Giuntina che riporta il
suo ex-libris e che poi è finita in qualche modo alla Libreria Pregliasco sia
avvenuto in occasione del viaggio italiano. La fortuna finanziaria di Hamilton
si incrinò ben presto, anche in relazione alle spese enormi legate alla
manutenzione di Painshill. Nel 1766 fu costretto a ipotecare la tenuta a favore
del famosissimo banchiere Henry Hoare (la Hoare Bank è tuttora una banca
privata perfettamente funzionante) e nel 1771 dovette venderla. Il destino
dell’esemplare delle Vite posseduto
da Hamilton è ovviamente ignoto. Una flebilissima possibilità (che non spiega
comunque come sia tornato in Italia) è che la copia in mano ad Hamilton sia
finita alla famiglia Hoare. Nel Catalogue of the Hoare Library at Stourhead (compilato e
stampato a uso privato nel 1840 da John Bowyer Nichols e relativo al patrimonio
librario di Sir Richard Colt Hoare, discendente di Henry) a pagina 636 è
appunto ricordata un’edizione Giuntina, senza ulteriori indicazioni.
Ugualmente frustrante è la
ricerca del possibile autore delle postille, genericamente indicate come coeve
nella scheda bibliografica. Se si accetta l’ipotesi che Hamilton abbia comprato
l’opera durante il suo Grand Tour (1725-1727) ne deriva che “Ap[..] M[..]gini,
fiorentino” le deve aver scritte prima. Si può facimente presumere che
l’autore, se non un artista, fosse almeno un erudito. Tutto qui. L’indice
dei biografati delle Vite del Gabburri (scritte fra 1730
e 1740 circa e per loro natura vero e proprio prontuario degli artefici anche
minimi) è consultabile online sul sito di Memofonte ma non presenta nomi
simili. Un’ipotesi del tutto fantasiosa, ma da tener presente, è che la
corretta lettura del nome sia “An[..] M[..]ni fiorentino” e in tal caso
verrebbe da pensare subito all’Annibale Mancini fiorentino che verga a inizia
1600 importanti postille in un’esemplare della Corsiniana (si veda esemplare
13).
Naturalmente l’individuazione di
attuale proprietà e collocazione dell’opera permetterebbe di fare chiarezza in
merito.


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