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lunedì 27 giugno 2016

Giovanni Mazzaferro. Un nuovo (e sinora sconosciuto) esemplare postillato delle 'Vite' vasariane


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Giovanni Mazzaferro
Un nuovo (e finora sconosciuto) esemplare postillato delle Vite vasariane


Lettera di Michelangelo Buonarroti a Giorgio Vasari (particolare)
Fonte: http://www.artielettere.it/?p=2089

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L’Inventario degli esemplari postillati delle Vite vasariane che ho pubblicato un paio di settimane fa è aperto a ogni contributo. È chiaro che lo scopo ultimo dell’inventario è cercare di usare Internet per scovare e registrare elementi d’informazione altrimenti di difficile reperibilità.

In questo senso non posso che ringraziare Umberto Pregliasco, titolare della Libreria Antiquaria Pregliasco di Torino che mi ha scritto lo scorso 17 giugno, segnalandomi di aver posseduto, decenni fa, un esemplare annotato di una Giuntina. Riporto qui di seguito le note fornitemi dal Dr. Pregliasco. L’esemplare segnalato sembra essere di particolare interesse. Viene classificato col numero 18 e (naturalmente) inserito anche all’interno dell’inventario. Purtroppo il titolare non ha la minima idea di quando e a chi sia stata venduto.

[Esemplare 18]
Anonimo della Libreria Pregliasco

Edizione commentata: Giuntina
Conservato presso: disperso
Riferimenti bibliografici: vedi scheda bibliografica della Libreria

Note:

Questo è il testo della scheda (i grassetti sono miei):

“3 parti in 3 vol., in-4, pp. (56), 530 (parti I-II vol. I); (40), 370, (2) (parte III, vol. II); (84), da 371 a 1012, (4, su 6 in quanto manca l'ultima bianca) (parte III, vol. III); leg. 700esca p. pelle con riquadro a filetti oro sui piatti, tass. in pelle con tit. oro ai dorsi, tagli rossi (cerniere abilmente restaurate). Dedica dell'A. a Cosimo Medici. Titoli entro bordura architettonica con armi dei Medici e vignetta di Firenze, armi ripetute con vignetta allegorica e motto al v. del primo tit. ed in fine all'opera, ritratto dell'Autore, 144 ritratti silogr. di artisti in medaglione (con il ritratto del Vasari ripetuto) e 8 medaglioni senza ritratto, come sempre.
Provenienza: ex-libris Hon. Charles Hamilton (c.1704-1786), al tit. annotazione manoscritta coeva "d'Ap[--] M[--]gini" fiorentino, cui devono essere attribuite probabilmente anche le interessanti chiose marginali. Si tratta di postille di notevole importanza, che correggono il testo o aggiungono indicazioni su come e quando il chiosatore abbia visto le opere d'arte descritte; il che fornisce preziose informazioni sulla collocazione originaria di alcuni dipinti. Particolarmente approfonditi risultano inoltre i commenti che fa sul Brunelleschi (vol. I pp. 318-320) e sul Raimondi in relazione ai suoi rapporti con Dürer (vol. II pp. 295-303). Tre dei tondi dei ritratti lasciati in bianco sono stati completati con disegni ad inchiostro di notevole abilità (si vedano nel primo volume le pp. 193 e 232, nel secondo vol. p. 16), inoltre accanto al ritratto del Salviati, (vol. III, p. 625) è stato realizzato un disegno in inchiostro bruno che riprende la fisionomia del pittore fiorentino. Esemplare di grande fascino, molto marginoso, giacché conserva intatte le bordure dei frontespizi, che furono concepite troppo grandi in confronto alla giustezza del testo, e risultano quasi sempre rifilate; con interessanti chiose e pregevoli disegni di mano coeva.”


Ritratto di Charles Hamilton, detto 'The Honourable"
Fonte: http://general-southerner.blogspot.it/2013/05/painshill-park-surrey.html


A partire dalla scheda del libraio è possibile risalire soltanto a un segmento della vita dell’esemplare. Charles Hamilton (1704-1786), appartenente alla famiglia dei Conti di Abercorn, è noto non tanto per essere stato membro del parlamento irlandese dal 1727 al 1760, ma per essere stato il creatore di una delle tenute più famose d’Inghilterra, quella di Painshill, nel Surrey. Dalle informazioni che si rintracciano sull’Internet [1] risulta che Hamilton abbia svolto il Grand Tour in Italia fra 1725 e 1727 tornandone con una ricca collezione di antichità. Sembra logico supporre che l’acquisto della Giuntina che riporta il suo ex-libris e che poi è finita in qualche modo alla Libreria Pregliasco sia avvenuto in occasione del viaggio italiano. La fortuna finanziaria di Hamilton si incrinò ben presto, anche in relazione alle spese enormi legate alla manutenzione di Painshill. Nel 1766 fu costretto a ipotecare la tenuta a favore del famosissimo banchiere Henry Hoare (la Hoare Bank è tuttora una banca privata perfettamente funzionante) e nel 1771 dovette venderla. Il destino dell’esemplare delle Vite posseduto da Hamilton è ovviamente ignoto. Una flebilissima possibilità (che non spiega comunque come sia tornato in Italia) è che la copia in mano ad Hamilton sia finita alla famiglia Hoare. Nel Catalogue of the Hoare Library at Stourhead (compilato e stampato a uso privato nel 1840 da John Bowyer Nichols e relativo al patrimonio librario di Sir Richard Colt Hoare, discendente di Henry) a pagina 636 è appunto ricordata un’edizione Giuntina, senza ulteriori indicazioni.

Ugualmente frustrante è la ricerca del possibile autore delle postille, genericamente indicate come coeve nella scheda bibliografica. Se si accetta l’ipotesi che Hamilton abbia comprato l’opera durante il suo Grand Tour (1725-1727) ne deriva che “Ap[..] M[..]gini, fiorentino” le deve aver scritte prima. Si può facimente presumere che l’autore, se non un artista, fosse almeno un erudito. Tutto qui. L’indice dei biografati delle Vite del Gabburri (scritte fra 1730 e 1740 circa e per loro natura vero e proprio prontuario degli artefici anche minimi) è consultabile online sul sito di Memofonte ma non presenta nomi simili. Un’ipotesi del tutto fantasiosa, ma da tener presente, è che la corretta lettura del nome sia “An[..] M[..]ni fiorentino” e in tal caso verrebbe da pensare subito all’Annibale Mancini fiorentino che verga a inizia 1600 importanti postille in un’esemplare della Corsiniana (si veda esemplare 13).

Naturalmente l’individuazione di attuale proprietà e collocazione dell’opera permetterebbe di fare chiarezza in merito.


1 commento:

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